Dopo un anno di zuppe, passeggiate, racconti, incontri, occasioni in cui abbiamo lavorato con le zuppe per descrivere un territorio, altre in cui abbiamo raccontato con una ricetta un quartiere, altre ancora in cui sono stati raccolti gli ingredienti e al contempo le idee sul proprio progetto o organizzazione…dopo un anno di creatività e di immaginazione, finalmente è arrivato Natale e le feste. Non poteva mancare un post solo per questo.

Non poteva mancare un post con un regalo: scaricate da qui il vostro ricettario di ZUP.

RicettarioWunderZUPLambrate

E’ un ricettario strambo e patafisico, è il ricettario di Lambrate fatto con il Bianconiglio di Cap20100.

PS: oltre alle 7 ricette immaginarie ce ne sono 2 che vi consigliamo di cuore e di gusto!

Buone feste e buon anno nuovo!

WunderZUP

dicembre 3, 2012

E’ stato bello fare WunderZUP il 24 novembre!

Un viaggio nella città, tra spazi d’arte e urbani, tra performance teatrale e creatività in cucina, tra ricerca dei sapori per fare una zuppa e meraviglia della scoperta.

In compagnia di 20 volenterosi esploratori urbani abbiamo passeggiato nello scenario proposto per questa nuova esperienza, il quartiere di Lambrate, e  scoperto i sapori che gli spazi della mappatura di Cap20100 e lungo il cammino alcune strade, piazze o persone suggerivano.

Con WunderZUP abbiamo messo in gioco la curiosità e il gusto, come mezzi per avvicinarsi diversamente a luoghi soliti e insoliti dentro e fuori casa, abbiamo esplorato il rapporto tra spazio pubblico e spazio privato, tra territori geografici, emotivi, sensibili.

Con WunderZUP, abbiamo fatto dialogare la dimensione alternativa della performance teatrale, della mostra d’arte, dello spazio per l’arte, con la città, e tradotto tutto in forma di zuppa.

Esplorare la città con l’accompagnamento delle performance di Cap20100, rivederla, raccontarla, cucinare una zuppa e creare dalle ispirazioni suscitate le ricette di territorio, un incontro meraviglioso tra l’esperienza di trekking urbano e l’intima ospitalità di una casa della Mappatura di Cap20100, tra deriva e esplorazione, tra viaggio e arte.

Tutto questo è stato WunderZUP.

 

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ZUP è nella sua fase più creativa e interessante: quella della progettazione dei prossimi appuntamenti. Alcune settimane ancora e fisseremo le date: non mancheranno gli esploraZUP (gli esploratori bambini si preparino), i ZUPlab (gli esploratori e cucinieri di paesaggi si rianimino), le azioni di VerdeZUP (si sta scaldando un gruppo di incredibili giardinieri) e molto altro ancora.
Qualche aggiornamento, intanto: una nuova rubrica su Vita Non Profit chiamata, proprio Che zuppa! Il titolo non è un caso naturalmente ma non di sole zuppe si parla, ma piuttosto dell’entusiasmo dell’impossibile, di cultura e culture, e per ora di innovazione, di impresa sociale e culturale.
ZUP è stata anche a Riva del Garda, all’Irisworkshop entro il Fuori Wis, per riflettere sull’identikit dell’imprenditore sociale. Con un laboratorio su 6 personaggi e una narrazione che parte dallo scenario culturale attuale.
Di cultura parla infatti ZUP, condivisa, partecipata, creativa, agita dai partecipanti e dai cittadini, ridefinità nei format e nelle azioni. Perché per capire un territorio, non solo i musei ma anche le zuppe possono essere utili.

Per esempio: che ingredienti abbinereste a una giornata qualunque a Dergano (quartiere di Milano) dove può capitare di incontrare  ballerini di tango in un portone per strada, attempati e mai domi rivoluzionari, suonatori zigani persi tra le vie e scappati dalla metropolitana, giardinieri fantasiosi in cerca di una terra?
Sicuramente ingredienti delle meraviglie per una WunderZUP che stiamo preparando.
PS: se della meraviglia vi siete stufati non partecipate il 14 ottobre a questo avvenimento milanese degli amici di CAP20100!
La Fiera dei Progetti - Le sessioni di discussione

(c) BAM - Bologna Art Managers. All rights reserved.

Tra palazzi barocchi e cortili inondati di sole, spazi riqualificati e perle architettoniche, a piedi da una sede all’altra esplorando il centro storico di Lecce per farsi ammaliare dalla sua straordinaria bellezza: questo è stato Artlab 2011, ma non solo. E’ stato anche la possibilità di incontrarsi e rincontrarsi, discutere e scambiare visioni e progetti.

Noi abbiamo portato ZUP alla fiera dei progetti: lo abbiamo raccontato in 3 minuti davanti alla plenaria, e poi discusso in un gruppo più ristretto mettendo in evidenza nodi critici e spunti di crescita. Ma ad Artlab si è parlato anche di reti, di sostenibilità, di valutazione dell’impatto della cultura. Ci è piaciuto sentir parlare di cultura e creatività come elementi di un nuovo welfare, che mette al centro di una società complessa la persona, che considera l’individuo come portatore di bisogni e diritti di cittadinanza universali: una cittadinanza culturale da rifondare, come ha giustamente detto lo scrittore Antonio Scurati, un ragionamento perfettamente in linea con il nostro progetto e i suoi obiettivi.

Vi lasciamo un piccolo extra: un breve video dalla presentazione di ZUP, dove raccontiamo le fasi di realizzazione del progetto.

P.S. per saperne di più su Artlab e su quello che è successo vi consigliamo anche il blog Indigestione Culturale degli amici BAM!

ZUP ritorna da Riva del Garda e dal Workshop sull’Impresa Sociale con idee, stimoli, spunti da mettere in pentola: tanti sono stati gli argomenti, dalle competenze e caratteristiche dell’imprenditore sociale a quel che significa, nel concreto, fare innovazione sociale al di là degli steccati formali e settoriali. Tanti i progetti e le realtà che si sono presentate, esperienze interessanti e che ci ha fatto piacere conoscere. E soprattutto tanti incontri e persone, con cui abbiamo scambiato opinioni, punti di vista e sguardi critici.

Noi abbiamo presentato il progetto ZUP e le nostre idee per i suoi futuri sviluppi nella sezione dedicata alle Start-up: ecco qui sotto la nostra presentazione:

P.S. per avere un’idea dei contenuti del workshop, vi consigliamo la bellissima mappa pubblicata e condivisa da Matteo Adamoli, uno dei partecipanti al Workshop.

Cominciamo a raccontarvi alcune storie da un quartiere vicino: una serie di videocartoline che raccontano Dergano, attraverso le parole di chi il quartiere lo vive quotidianamente. Il primo nucleo di una collezione di trame che il progetto ZUP restituisce al territorio.

Il racconto di oggi è quello di Paolo, una storia di passione sportiva e di “attaccamento alla maglia”. Non perdetevi il video!

L’abbiamo già detto e scritto, ma vogliamo tornarci su. Camminare per la città, rivederla, come forma di (ri)guardo; raccontarcela, fissare nuovi punti in una mappa ideale che cambia baricentro, e da lì promuovere nuove visioni e nuovi scenari per la città, per chi la vive, e per chi produce e fa cultura (e la “mangia”): tutto questo è ZUP on the road.

Il nostro lavoro, anche nel proporre l’esperienza degli itinerari, si ispira a questi concetti:

Pedagogia dello sguardo: sguardo, mani e piedi per terra (piedi che esplorano, mani che fanno e raccolgono): una fotografia del paesaggio che, cambiata la prospettiva, i colori e il senso, muove ad un cambiamento, attraverso energie messe in movimento.

Terzo paesaggio un paesaggio ai margini che diventa rifugio per la biodiversità e la vegetazione spontanea: un paesaggio dove le diverse forme di creatività e cultura possono dare vita ad un ecosistema urbano in continua evoluzione.

Cultura e accesso alla fruizione, creatività diffusa da valorizzare e di progettualità dal basso che parte dal coinvolgimento delle persone. Cultura che si mangia, mangiare cultura.

Spazi pubblici da vivere, da mettere in relazione con gli spazi privati: spazio privato che diventa pubblico, spazio pubblico che diventa privato, di proprietà di tutti. Spazio pubblico di cui riappropriarsi.

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Immagina Milano, qui.

maggio 24, 2011

Durante la ZUPfest, per tutta la giornata, le video installazioni di Immagina Milano sono state visibili e navigabili presso la galleria Circoloquadro, a due passi da Dergano, nel cuore della Fonderia Napoleonica Eugenia.
“Immagina Milano” è progetto a cura di Marisa Galbiati e Francesca Piredda con Paola Bocci, Elisa Bertolotti, Mariana Ciancia, Katia Goldoni, Walter Mattana, Marco Ronchi e Davide Grampa (Lab. Movie Design). Da due anni indaga la città e i suoi quartieri (inclusi Dergano e Bovisa) attraverso lo strumento audiovisivo. I video sono stati realizzati dagli studenti della Scuola del Design del Politecnico di Milano, durante gli anni accademici 2009-2010 e 2010-2011

Due i temi, su cui si è basato anche il nostro allestimento: Cammina Milano, un percorso sulla mobilità sostenibile, e Racconti di strada, una ricerca sulle storie e i racconti di quartiere

Per chi avesse perso le installazioni video sono visibili anche sul canale youtube del dipartimento!

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La prospettiva di un bambino sulla città è particolarmente interessante: non solo perchè pone questioni sulla vivibilità della città, ma soprattutto perchè il passo di un bambino permette di misurare diversamente lo spazio pubblico.

Per questo durante la ZUPfest abbiamo voluto dare spazio alla creatività e alle idee anche dei più piccoli abitanti dello spazio urbano: lo abbiamo fatto con un laboratorio che partendo dall’esplorazione multisensoriale di uno spazio conosciuto (il Parco Bassi, frequentatissimo dai bambini di Dergano e dai loro genitori), suscitasse la curiosità verso nuove scoperte e stimolasse la fantasia e la progettualità.

I giovani esploratori hanno fatto base alla libreria Libri di Luna. Attraverso una serie di prove successive hanno raccolto informazioni sul parco, sulle piante che vi crescono, fino a contestualizzare il parco nel paesaggio urbano e a immaginare nuovi spazi verdi: il parco dei sogni, non solo loro, ma di tutti.

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Una delle parole chiave della filosofia di ZUP è terzo paesaggio: ovvero un paesaggio ai margini, che diventa rifugio per la biodiversità e la vegetazione spontanea. Una metafora della biodiversità culturale, spazi di risulta dove le diverse forme di creatività, cultura e vita proliferano inaspettatamente, dando vita ad un ecosistema urbano in continua evoluzione e a una vivacità di esperienze, proposte, iniziative produttive al di fuori degli assetti istituzionali e dei meccanismi delle creative industries.

Siamo partiti da un paesaggio di parole e immagini, per arrivare a un paesaggio vegetale e alla costruzione di un erbario cittadino, per chiederci infine che cos’è il paesaggio?
Insieme al Giardino degli Aromi abbiamo esplorato alcuni spazi abbandonati del quartiere di Dergano, alla ricerca della vegetazione spontanea, arrivando a raccogliere, classificare e ragionare insieme sui possibili usi delle specie presenti. Il risultato è stato sorprendente: una vegetazione ricchissima e varia, piante capaci di crescere e proliferare negli ambienti più impensabili.

La nostra preferita? Il verbasco, pianta colonizzatrice, resistente e tenace. Capace di crescere in spazi desertificati o cementificati, e di portare come conseguenza alla proliferazione di altre piante spontanee. Ci fa pensare alle infinite possibilità di riappropriarsi creativamente dello spazio pubblico, e di viverlo!

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