ZUP presenta……

febbraio 20, 2015

Da qualche settimane è online il nostro nuovo sito! Clicca su zuplab.com per scoprirlo.

Anche quest’anno ZUP è  al XII Workshop dell’Iris network, esattamente il 18 e il 19 settembre a Riva del Garda, per l’appuntamento sull’impresa sociale e per gli innovatori sociali. Il programma è dedicato a Ridisegnare i servizi per aumentare l’impatto. Un tema che contiene una sfida: come affrontare la crisi e i cambiamenti sapendo innovare, o rinnovarsi, pur seguendo i propri asset.

Un tema che contiene una sfida: come affrontare la crisi e i cambiamenti sapendo innovare, o rinnovarsi, pur seguendo i propri asset. È una domanda importante che affronteremo in due sessioni. Con ZUP the recipe for change siamo tra i dodici coach, nelle due sessioni intitolate service design for social enterprise #servicedesign4socent. Ci troverete nella sessione “Nuove interazioni con il pubblico: quali alternative per le imprese sociali?” il 18 dalle 14:00 alle 17:00 e poi il 19 in “Seminare vento per raccogliere tempesta: prove di collaborazione tra designer e imprese sociali”.

ZUP a confronto sulla costruzione di scenari di cambiamento e di partecipazione. Seguiteci a Riva o su tw @noemisatta #WIS14 #servicedesign4socent

È da un anno che lavoriamo sul dare forma al nuovo corso di ZUP. Ed eccoci finalmente!

ZUP, acronimo di Zuppa Urban Project, è nato con l’intento di fare rigenerazione urbana, ma da subito ci siamo resi conto che lavoravamo sulla capacità di immaginare e fare cambiamenti.

Per questo il pay off è diventato ZUP The recipe for change, la ricetta per il cambiamento, per la partecipazione e per l’innovazione strategica.

Continuiamo a fare zuppe, a scrivere ricette, a farlo insieme nei gruppi e animando workshop brevi e lunghi.

Abbiamo sperimentato ZUP in diversi contesti, sconfinando in territori e settori nuovi.

Abbiamo capito quanto bello e ricco è il coinvolgimento delle persone nei laboratori ZUP.

E abbiamo preso atto che ZUP fornisce strumenti, un canovaccio metodologico, una expertise di più di 10 anni di lavoro sulla costruzione di scenari strategici e partecipativi di cambiamento, sia in ambito comunitario sia in ambito organizzativo.

Una zuppa al centro, dicevamo e continuiamo a dirlo, perché come strumento (quando abbiamo iniziato e adesso) il cibo (e la metafora della zuppa in particolare, come compresenza armonica e di gusto di molti elementi diversi) risulta caldo, aggregante, efficace nell’avvicinare le persone al cambiamento, alla possibilità di immaginarlo e di metterlo in pratica.

Ecco allora, in anteprima, il nuovo marchio, che gioca con una U allargata a pentolone, il pentolone delle zuppe per l’appunto, e per esteso il pentolone che conterrà le idee sempre nuove e diverse, delle persone, dei territori, delle organizzazioni che lavoreranno con noi.

ZUP The Recipe for Change offre un servizio di innovazione strategica e partecipazione

Il marchio si distingue per molti motivi: un lettering più asciutto, essenziale, quasi minimalista. E poi un nuovo colore (non l’unico): il rosso dell’accensione, della scintilla, dell’energia, e anche, se volete, del gazpacho della torre (una delle prime ricette di zuppe elaborate nel nostro primo ws in Bovisa!). E le stratificazioni, le moltitudini, i punti da connettere e da osservare di nuovo (gli strati di pallini in positivo e in negativo): tutti elementi importanti dei processi che ZUPlab attiva e che ZUPcultivation accompagna e porta avanti.

Ecco qui, sempre in anteprima, l’articolazione dei servizi che ZUP offre:

zupoffertaimmaginebroch

Presto e passo dopo passo, modificheremo l’intero sistema di comunicazione: avremo un nuovo sito (per ora in costruzione www.zuplab.com), una nuova brochure, una nuova immagine coordinata. Qui e lì rimarrà impigliato nella memoria della rete il vecchio nome Progetto Zuppa che conviveva con il vecchio acronimo Zuppa Urban Project, e si troverà ancora il cucchiaio nelle diverse presentazioni che sono ancora on line in rete (è la normale stratigrafia di un progetto che esiste dal 2010, che richiede un po’ di tempo di ordine e sistematizzazione).

A partire da questo mese ZUP inizia a indossare la nuova veste!

Lo vedrete: ZUP the recipe for change è pieno di colori, di variazioni, di possibilità. Come il cambiamento che ZUP sostiene e motiva. Seguite #zup #inprogress!

Giardini Extravaganti al Giardino carnevali (a cura di Cap VentiCento) è uno dei modi che ZUP ha messo in atto per dare vita e costantemente seminare nel quartiere e nel Giardino Carnevali. La ricetta è semplice in apparenza: buoni progetti, eventi significativi, un programma di rilievo entro il quale essere inseriti, costante cura della partecipazione (coi suoi alti e bassi).

Il 7 giugno eravamo dentro Viadolcevia (a cura di Mamusca/Opella/Terradelfuoco e la partecipazione di innumerevoli partner) e il 15 marzo dentro il Sabato della Bovisa (del Politecnico con di nuovo una rete di partner numerosa): in entrambi i casi si è trattato di un’esperienza incredibile, per successo di pubblico, per qualità dell’esperienza, per capacità delle persone che gravitano intorno al giardino e per la rete di partner di #trasformare visioni e spazi.

Ps: guardate le foto e la coda lunga di pubblicazione e di commenti di viadolcevia . È stato un momento incredibile, che fa capire che la strada di condividere e creare insieme, la stessa intrapresa da ZUP e dal Giardino Carnevali in questi anni, può dare importanti risultati. Si tratta di credere nella collaborazione, nell’autoproduzione, nei tempi lunghi, nei piccoli numeri che generano un ritorno incredibile, con fiducia, entusiasmo e voglia di fare, di vivere, di #trasformare.

Ancora altri numeri: nel piccolo Giardino Carnevali (giardino discarica a Milano, zona Dergano-Bovisa) nel marzo 2012 inizia un lavoro di cura con un concerto di percussionisti. Circa 150 persone scendono dai palazzi, stupiti, sconvolti, curiosi, perplessi. È il non pubblico di questo genere di eventi, che nel quartiere normalmente richiama un target medio –alto, colto, progressista.

Ancora riportiamo i numeri rilevati per descrivere gli output e in parte gli outcome di una sola attività, come quella del Giardino Carnevali. Tra questi si considera per brevità solo il periodo 11/2012-11/2013: 8 eventi della partecipazione; attività di organizzazione e segreteria; coordinamento rete volontari. Le persone coinvolte sono state circa 600, con una buona comunicazione sui social e su stampa tradizionale (1.500 social a 600.000 stampa) e un primo allargamento della rete degli interessati. I primi effetti sono stati i seguenti: 10 volontari attivi; 4 negozianti intorno al giardino partecipi e coadiuvanti il processo (che si sommano ai 15 precedentemente attivati e partner tecnici della prima fase di ZUP2011), accompagnamento del CDZ 9, rete commercianti di via Tartini ulteriormente coinvolta e informata, network con associazioni e comitati dello stesso e di altri quartieri. L’obiettivo non è di mettere sotto tutela lo spazio e le persone, ma di generare possibilità e di alimentare progressivamente l’interesse, la partecipazione, le soluzioni di trasformazione.

volafarfallatrasformazione

In questo momento il gruppo di 10 volontari e il network ha già generato nuove attività e presto avrà un’immagine autonoma da ZUP (realizzazione del brand e dell’immagine coordinata del Giardino Carnevali grazie alla collaborazione con Annalinda de Rosa, designer del Politecnico) in un percorso verso l’autonomia che si ritiene importante come effetto del lavoro di ZUP.

E ancora non vi abbiamo raccontato del periodo 2013-2014!! #staytuned #Tobecontinued #zupinprogress #inumeriraccontano

ZUP ha permesso di elaborare un canovaccio metodologico specifico, e la lunga esperienza sul territorio e tra gruppi diversi permette di dare qualche numero e dimensione legata all’impatto.

ZUP nasce nel 2011 per sperimentare nel quartiere Dergano/Bovisa (Milano) un processo lungo, coinvolgente, aggregante, multidisciplinare e multisettoriale. È un progetto che non si incasella facilmente nel settore cultura, o in quello dei giardini, del commercio, o del sociale: di fatto ha una valenza forte di attivatore di energie, nelle sue diverse attività sviluppate nel quartiere.

Ecco alcuni dati per dare una dimensione dell’impatto di ZUP nel medio/lungo periodo.

Nel periodo 2011, anno di attivazione di ZUP: marzo-maggio 2011, 12 volontari per la ZUPfest, 15 realtà tra istituzioni, associazioni, esercizi commerciali, 150 partecipanti nel quartiere: non solo convivialità, ma ricerca, riconoscimento e riappropriazione dello spazio pubblico attraverso la cucina e la creatività, attivazione di reti, attivazione di idee e di gruppi che le portino avanti. Oltre 15.000 nei social network, circa 500.000 lettori su stampa nazionale.

Il valore delle attività svolte nel 2011 (ZUPfest, ZUPranzo, ZUPlab) è coperto da investimenti, elargizioni liberali, volontariato, sponsorship tecniche e dalla rete di f-autori culturali, commerciali e istituzionali.

Sono numeri non eclatanti di per sé ma significativi rispetto a un quartiere e ad alcuni soggetti, come i commercianti o i ristoratori, difficili da coinvolgere: questi ultimi hanno appositamente aperto di sabato per realizzare la maratona di zuppe della ZUPfest.

#zupinprogress #tobecontinued

Comunità e organizzazioni in cambiamento: questa è la parola chiave anche per il festival organizzato da Rena a Bologna. Un incontro cui abbiamo deciso di aderire immediatamente, convinte come siamo che la cooperazione e la condivisione siano la chiave di successo di tutti i percorsi di trasformazione.

Seminiamo partecipazione e trasformazione da anni con ZUP, che a sua volta si avvale dell’esperienza più che decennale dei fondatori, e questo è il momento in cui il confronto con tutte le organizzazione che basano il loro lavoro sul cambiamento è necessario.

Più di 350 aderenti tra diverse realtà, diversi tavoli di lavoro dalla governance dei beni comuni, alla promozione del patrimonio culturale, alla filiera di innovazione sociale che nasce nell’ambito rurale, al tema dell’attivazione delle comunità, dal punto di vista degli attivatori e organizzatori di processi lunghi.

Ci aspettiamo sguardi lunghi.

PS: e il buon segno si è visto da subito: servizi di baby sitting e laboratori di coderdojo per i più grandetti, primo servizio messo in evidenza per le mamme e i papà che parteciperanno ai lavori.

La qualità di questi incontri (come nella vita) inizia da questi “dettagli”! #cambiamento #trasformazione #zupinprogress

Volete saperne di più? Scarica la brochure di ZUP The Recipe for Change

The Moleskine sketchbook is a place where appointments, projects, relations, reminders and memories, words, ideas, dreams, projects and stories are collected. Like in The HUB, a worldwide platform where persons exchange and develop ideas.

This blog tells you about these stories. As you can expect from ZUP, we will do that with the help of a recipe that – after mixing the ingredients together and do some cooking – becomes a soup: ZUP – ZUP the recipe for change activates the sharing and creation of new recipes of social and cultural innovation.

On a Monday evening 70 hubbers full of ideas and expectations started the workshop: in one hour they were asked to follow three steps to explain their own projects, ideas and wishes and translate these in recipes. For the occasion we collaborated with Moleskine that offered each participant a notebook that functioned as a platform to write down stories, appointments and creative inputs. ZUP was hosted by The HUB Milano with whom we have curated the workshop which at the same time was the launch of the Fly Your Moleskine Project.

The diversity of the projects, the will to share and explain, the willingness to play and to elaborate in a creative way helped the participants to put their ideas on the table. Or better: on the dinner table, as ZUP uses food as an instrument to get the participants going. If we want to assign tags or keywords to summarize the evening we define the words networking, sharing, opening-up, innovation, projecting and enthusiasm. And that is what characterizes a HUB and why we choose to propose a ZUPlab to them.

The result of just an hour of work are eight recipes with confusing names but with clear explanations: Freedom and Sangria, Subvert the relation (the sauce that was missing!), Hotchpotch Melting Pot, Happy Day, Risotto the Amaca Way, Spicy Chicory Spring Rolls, Velvet of Celery and Straws, HubblyBubbly – the aphrodisiac for creativity.

Down here you’ll find some impressions of the evening, while an overview of the atmosphere of the evening is on display on our facebook page.

Fly your Moleskine

Cos’è un orto per me? Di quali valori voglio nutrimi? Quali desideri voglio seminare? Queste sono alcune delle domande che hanno scandito le tappe del laboratorio ZUPlabmini finalizzato a far lavorare sul progetto dell’orto un gruppo di abitanti di cohousing motivato e abituato alla condivisione.

Per questo ZUP The recipe for change ha proposto un laboratorio di progettazione partecipata dell’orto condiviso condominiale, inserito all’interno del Progetto Cennicoltiva! di Food in the Streets, per Life 10 – ECO Courts (ECOlogical COurtyards United for Resources saving through smart Technologies and life Style), e per l’innovativa esperienza di cohousing di Via Cenni improntata alla condivisione e al risparmio energetico e seguita da due anni dalla Fondazione Housing Sociale.

Il 29 Marzo, insieme a Inge (lei ne parla qui), sapevamo di dover concentrare ZUPlabmini, dal canovaccio flessibile e adattabile, in poco tempo sul progetto e sul rapporto tra desiderata/aspettative legate all’orto, per arrivare in modo semplice a dare un nome a ciascuna delle terrazze. Dare un nome vuole dire trovare la voce e le vocazioni di un luogo, per un orto come questo, condiviso da una comunità colorata, multigenerazionale e partecipativa. Implicitamente con un nome si discute di futuro, della continuità di un’azione di cura e ZUPlab anche su questo ha lavorato: sull’appropriarsi di uno spazio, fin dal progetto.

Cenni 015

Abbiamo raccolto parole, idee, desideri. Una ventina di partecipanti in una mattinata di sole hanno condiviso le loro aspettative sul progetto dell’orto, hanno messo in fila una lista di desiderata, immagini, e poi sapori, odori, spezie, fiori. Dagli ingredienti del loro progetto, summa di immaginario e di terrestre concretezza, abbiamo definito la lista di ingredienti, per creare una ricetta che è anche in questo caso racconto e progetto.

La vellutata di mediterraneo, o Arditi sapori in rima o ancora Zupapo’, e infine Astrozuppa sono le 4 ricette di via Cenni.

I 4 orti condivisi hanno nomi diversi, e storie diverse. Uno richiama al mediterraneo (profumo di mediterraneo) per seguire la propria lista di aromi, o all’effervescenza e simpatia delle ortiste (the patata’s girls) tra peperoncino e poesia. C’è chi si è affidato ad un’immagine, un ricordo, e alla stessa realtà di via Cenni con le parole “bahay-kubo” che in filippino significa “casa tra gli orti”. L’orto infine è “sotto le stelle” per chi ha scelto l’essenza guida dell’astrolabio.

Ecco allora il ricettario  “Assaggi di Via Cenni_Il ricettario di ZUP” (e di ricette magari ne nasceranno altre!). Per questa esperienza, nuovo tassello di ZUP the recipe for change, ringraziamo chi ha partecipato e curerà questi promettenti orti, gli abitanti di via Cenni, e Food in the Streets, Life ECO Courts – Cortili ecologici e FondazioneHousingSociale, per l’assistenza, la guida, il coordinamento, il supporto concreto e progettuale.

Ps: il 12 aprile il secondo appuntamento di Cennicoltiva! Food in the streets lavora con Orti d’azienda per proseguire tecnicamente sul progetto dell’orto. Buon lavoro!

È ora di uscire allo scoperto. È da circa 6 mesi che stiamo pensando a come mettere in evidenza una serie di esperienze che ZUP ha fatto in diversi territori e in diversi contesti anche extra territoriali.

ZUP ha all’attivo casi e strumenti per raccontare i territori, ma anche per descrivere e immaginare le trasformazioni che si desiderano. ZUP è riuscito a raccontare, ma anche a mappare, a far degustare, a far guardare di nuovo (ri-guardare) e con nuovi occhi, e a far prendere in cura. Un progetto di rigenerazione urbana, tra cibo creatività partecipazione. Solo a Dergano Bovisa? No (anche se è una delle esperienze più lunghe e con le maggiori sfaccettature), anche in: Porta Romana, Lambrate, Sarpi. E poi a Bologna, e poi in fiera (Fa la cosa giusta), e poi con performer teatrali, o per creativi, per studenti, per gli innovatori sociali, per i cittadini di un quartiere o per abitanti di un nuovo spazio di cohousing. Per grandi e per bambini, per esperti o per neofiti.

Inoltre con approcci strategici, di management e di gestione dei gruppi sempre diversi, in casi più leggeri e ludici e in altri di conflittualità o di fatica del territorio, in mezzo alla spazzatura o tra gli stand di una fiera o in galleria d’arte.

Queste esperienze ci hanno insegnato che ZUP funziona e può davvero attivare il cambiamento. Ecco perché dall’esperienza di ZUP Zuppa Urban Project nasce ZUP The recipe for change. Partecipazione e innovazione strategica.

Ci interessa innescare la scintilla della partecipazione e dell’innovazione strategica, come prima, per territori e più chiaramente per imprese. ZUP percorre la strada intrapresa da molto tempo (nella attività professionale dei singoli componenti del team) di portare tecniche creative, strategiche e di facilitazione, tramite workshop di innovazione strategica, all’interno di imprese, fondazioni, consorzi, cooperative.

Il binomio territorio e cibo inoltre è uno dei terreni comuni con Inge de Boer, di Food in the streets, parte del team più stretto con cui si è definita ed è partita la nuova stagione di ZUP (e qui un assaggio di una delle azioni già frutto della nostra collaborazione come ZUP The recipe for change). Il team è in via di allargamento in questi mesi, presto nuovi aggiornamenti.

Nel frattempo anche questo blog e tutta l’immagine di ZUP cambierà nelle prossime settimane: per ora nuove pagine, nuovi contenuti per seguire le novità che stiamo preparando. Seguiteci anche con #zuptherecipeforchange su fb e tw.

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