Ribaltare il punto di vista sulla città è uno degli obiettivi di ZUP: per produrre nuovi sguardi, nuove idee, nuove progettualità per una Milano in perenne movimento. ZUP è un modo per andare oltre gli stereotipi, per provare a fare un passo in avanti rispetto ai clichè: alla ricerca della città nascosta, della sua creatività, delle culture che la abitano.
Proviamo a raccontare una storia diversa, a guardare oltre l’immagine da cartolina, positiva o negativa che sia. Non possiamo che citare Bruno Munari, che in questo lavoro ci ha ispirato, e il suo modo peculiare di interpretare le cartoline, per provocare un ribaltamento del punto di vista:

«Mandiamo qualche cartolina ai nostri amici» disse Dilma a Bruno. […] Alcune [cartoline] erano curiose come inquadratura e si presentavano a giochi di parola nei saluti, altre ci suggerivano loro stesse, di tagliarle e ricomporle in altro modo oppure di bucarle, di decorarle di modificarne la forma che di solito è solo rettangolare, sempre uguale.

Bruno Munari, Saluti e Baci, ed. Corraini, Mantova, 2000
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Giocare è un modo per conoscere, per imparare, per scambiare, per condividere.
Quali giochi in città? La città è un terreno di gioco?
Durante il workshop dell’1-2-3 aprile useremo il gioco per condividere e scambiare idee, ma soprattutto per cambiare idea.
«L’Homo Ludens vorrà lui stesso trasformare e ricreare questo ambiente e questo mondo secondo i suoi bisogni. L’esplorazione e la creazione dell’ambiente verranno allora a coincidere perché l’Homo ludens, creando il suo territorio da esplorare, si occuperà di esplorare la propria creazione» (da Careri, New Babylon, p. 36, cit qui).
La Zuppa ti rimette in gioco.
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