Giardini Extravaganti al Giardino carnevali (a cura di Cap VentiCento) è uno dei modi che ZUP ha messo in atto per dare vita e costantemente seminare nel quartiere e nel Giardino Carnevali. La ricetta è semplice in apparenza: buoni progetti, eventi significativi, un programma di rilievo entro il quale essere inseriti, costante cura della partecipazione (coi suoi alti e bassi).

Il 7 giugno eravamo dentro Viadolcevia (a cura di Mamusca/Opella/Terradelfuoco e la partecipazione di innumerevoli partner) e il 15 marzo dentro il Sabato della Bovisa (del Politecnico con di nuovo una rete di partner numerosa): in entrambi i casi si è trattato di un’esperienza incredibile, per successo di pubblico, per qualità dell’esperienza, per capacità delle persone che gravitano intorno al giardino e per la rete di partner di #trasformare visioni e spazi.

Ps: guardate le foto e la coda lunga di pubblicazione e di commenti di viadolcevia . È stato un momento incredibile, che fa capire che la strada di condividere e creare insieme, la stessa intrapresa da ZUP e dal Giardino Carnevali in questi anni, può dare importanti risultati. Si tratta di credere nella collaborazione, nell’autoproduzione, nei tempi lunghi, nei piccoli numeri che generano un ritorno incredibile, con fiducia, entusiasmo e voglia di fare, di vivere, di #trasformare.

Sempre a fine maggio, un incontro particolare. Un giardino, una zuppa, una torta.  Si trattava di una vera e propria cura di bellezza per un angolo di città.

Noi mettevamo uno spazio verde per assaggiare la città, il giardino Carnevali, e dal nostro ricettario della Bovisa avevamo scelto Energia dolce di Dergano di ZUP.

Questi gli ingredienti di un incontro al giardino carnevali, promosso all’interno della MilanoFoodweek13  (che ci vedeva coprotagonisti insieme ai compagni instancabili di cap20100).

Questa iniziativa è stata anche l’ultima (prima della pausa estiva) della serie “Idee e Zappe”, a cura di ZUP e con il supporto del comitato giardino Carnevali, che con il patrocinio del consiglio di zona 9 di Milano ha ritmato incontri di giardinaggio, di cura di uno spazio degradato, di riappropriazione di senso per un angolo di città. Il resto dell’estate è stato dedicato al calendario dell’acqua.

 

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WunderZUP

dicembre 3, 2012

E’ stato bello fare WunderZUP il 24 novembre!

Un viaggio nella città, tra spazi d’arte e urbani, tra performance teatrale e creatività in cucina, tra ricerca dei sapori per fare una zuppa e meraviglia della scoperta.

In compagnia di 20 volenterosi esploratori urbani abbiamo passeggiato nello scenario proposto per questa nuova esperienza, il quartiere di Lambrate, e  scoperto i sapori che gli spazi della mappatura di Cap20100 e lungo il cammino alcune strade, piazze o persone suggerivano.

Con WunderZUP abbiamo messo in gioco la curiosità e il gusto, come mezzi per avvicinarsi diversamente a luoghi soliti e insoliti dentro e fuori casa, abbiamo esplorato il rapporto tra spazio pubblico e spazio privato, tra territori geografici, emotivi, sensibili.

Con WunderZUP, abbiamo fatto dialogare la dimensione alternativa della performance teatrale, della mostra d’arte, dello spazio per l’arte, con la città, e tradotto tutto in forma di zuppa.

Esplorare la città con l’accompagnamento delle performance di Cap20100, rivederla, raccontarla, cucinare una zuppa e creare dalle ispirazioni suscitate le ricette di territorio, un incontro meraviglioso tra l’esperienza di trekking urbano e l’intima ospitalità di una casa della Mappatura di Cap20100, tra deriva e esplorazione, tra viaggio e arte.

Tutto questo è stato WunderZUP.

 

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WunderZUP finalmente!

novembre 19, 2012

È ora di prepararsi.

WunderZUP arriva e sarà intensa e curiosa come annunciavamo un po’ di tempo fa.

Wunderzup invito
Che ingredienti abbinereste a un’esplorazione di quartiere, che parte da una casa d’arte (una delle wunderkammer, ritma il cammino con le performance di Cap20100 e si conclude in ricette e zuppe?
Ingredienti della meraviglia, di scoperta e riscoperta della città di Milano e della sua inesausta produzione culturale informale, con il gusto di cercare e di scoprire, la libertà di associare a ogni nota di viaggio un sapore diverso.
Saremo nel quartiere di Lambrate dove, partendo da Casa di Tolleranza – abitazione privata e spazio d’arte da oltre 10 anni – cercheremo di assaggiare la città e di portarne indietro i sapori.
Per conoscere, per scambiare, per costruire relazioni nel territorio. Tra arte, città e scoperta, e zuppe.
Per chi è interessato le iscrizioni sono aperte (basta scrivere a info@noemisatta.com o wz@cap20100.com). Trovate nell’invito la maggior parte delle informazioni che contano e qui la presentazione dell’esperienza.
ZUP fin dall’inizio decide di confrontarsi con la creatività diffusa (continuiamo a chiamarlo metaforicamente terzo paesaggio) e con il fermento culturale degli interstizi.
Lo facciamo adesso in un nuovo quartiere e con un taglio immaginifico e teatrale proprio della partnership con CAP20100.
La mappatura realizzata da Cap20100, proprio per delineare un tragitto ideale tra spazi privati che esistono accanto ai luoghi formali dell’arte, disegna i confini di un viaggio meraviglioso.
Con WunderZUP cerchiamo di vivere questi spazi e di metterli in relazione con la città.
Anche stavolta, seguite il Bianconiglio di Cap20100 e ZUP! Su fb e su twitter.
ZUP è nella sua fase più creativa e interessante: quella della progettazione dei prossimi appuntamenti. Alcune settimane ancora e fisseremo le date: non mancheranno gli esploraZUP (gli esploratori bambini si preparino), i ZUPlab (gli esploratori e cucinieri di paesaggi si rianimino), le azioni di VerdeZUP (si sta scaldando un gruppo di incredibili giardinieri) e molto altro ancora.
Qualche aggiornamento, intanto: una nuova rubrica su Vita Non Profit chiamata, proprio Che zuppa! Il titolo non è un caso naturalmente ma non di sole zuppe si parla, ma piuttosto dell’entusiasmo dell’impossibile, di cultura e culture, e per ora di innovazione, di impresa sociale e culturale.
ZUP è stata anche a Riva del Garda, all’Irisworkshop entro il Fuori Wis, per riflettere sull’identikit dell’imprenditore sociale. Con un laboratorio su 6 personaggi e una narrazione che parte dallo scenario culturale attuale.
Di cultura parla infatti ZUP, condivisa, partecipata, creativa, agita dai partecipanti e dai cittadini, ridefinità nei format e nelle azioni. Perché per capire un territorio, non solo i musei ma anche le zuppe possono essere utili.

Per esempio: che ingredienti abbinereste a una giornata qualunque a Dergano (quartiere di Milano) dove può capitare di incontrare  ballerini di tango in un portone per strada, attempati e mai domi rivoluzionari, suonatori zigani persi tra le vie e scappati dalla metropolitana, giardinieri fantasiosi in cerca di una terra?
Sicuramente ingredienti delle meraviglie per una WunderZUP che stiamo preparando.
PS: se della meraviglia vi siete stufati non partecipate il 14 ottobre a questo avvenimento milanese degli amici di CAP20100!