Abbiamo inanellato diversi appuntamenti di riscaldamento del processo, scegliendo la biblioteca, lo stesso Politecnico, il Giardino Carnevali, il quartiere stesso, alcuni bar e luoghi di ritrovo, come spazi dove incontrarci e progettare, leggere il territorio, aprire la ricerca con nuove domande, perderci, ritrovare nuovi punti di vista, nuove strade di trasformazione degli spazi.

In biblioteca la presentazione, al politecnico l’informazione sul ruolo delle azioni già portate avanti nel quartiere, su come ZUP lavori sulla partecipazione, per piccoli numeri ma con impatto progressivamente su una scala più larga, al giardino carnevali con Io sono un carrello, la lettura del giardino carnevali con gli occhi degli oggetti e delle piante che lo popolano.

Centrale l’incontro del 26 ottobre in cui con il metodo ZUP abbiamo lavorato sul quartiere, partendo dagli stereotipi e dalle possibilità di reinventarlo, soprattutto mettendoci nell’animo di cercare nuove domande per leggere il quartiere e progettare azioni di trasformazione.

Le ricette sono state interessanti e molto libere, fantasiose, alla ricerca di una strada, anche partendo dalla denuncia, o semplicemente gustose, per riprendere in mano la qualità della vita possibile nel territorio urbano.

Questi incontri hanno preparato una comunità composita e motivata ad agire nel periodo successivo di In un giardino.

Nel mese di dicembre in due incontri e una mostra, con il patrocinio del Consiglio di Zona 9, (capofila dell’intervento l’associazione dedep, ben radicata nel quartiere), si mettono in scena i risultati del processo: molte tavole e storie, analisi e scenari della trasformazione per gli 8 spazi verdi del quartiere oggetto del lavoro.

Le idee sono già molte e davvero interessanti e suggestive: gioco, luce, colori, parkour, agricoltura urbana, questi sono solo alcuni degli spunti che vengono dagli studenti e dai cittadini già coinvolti. La rappresentazione tramite i minidoc mette in luce molte caratteristiche del quartiere, anche più interessante di quanto non ci si immagini.

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Zup è stato invitato in più occasioni a raccontare della propria esperienza di valorizzazione del giardino, di cura e di lavoro contro il degrado. I lunedì sostenibili  sono stati una bella occasione per raccontare sul prato di coltivando del nostro lavoro.

Così come è stato interessante presentare il lavoro al Giardino degli aromi il week end successivo. Segni tangibili della rete verde di città e di quartiere.

“Abitare per dare una dignità a chi lavorava”

Pausa caffè, per ascoltare storie di comunità, storie di quartiere: la corte d’epoca di via Davanzati 28 ci viene aperta e raccontata dai soci della cooperativa Abitare, che quella casa l’ha costruita più di cento anni fa.