Giardini Extravaganti al Giardino carnevali (a cura di Cap VentiCento) è uno dei modi che ZUP ha messo in atto per dare vita e costantemente seminare nel quartiere e nel Giardino Carnevali. La ricetta è semplice in apparenza: buoni progetti, eventi significativi, un programma di rilievo entro il quale essere inseriti, costante cura della partecipazione (coi suoi alti e bassi).

Il 7 giugno eravamo dentro Viadolcevia (a cura di Mamusca/Opella/Terradelfuoco e la partecipazione di innumerevoli partner) e il 15 marzo dentro il Sabato della Bovisa (del Politecnico con di nuovo una rete di partner numerosa): in entrambi i casi si è trattato di un’esperienza incredibile, per successo di pubblico, per qualità dell’esperienza, per capacità delle persone che gravitano intorno al giardino e per la rete di partner di #trasformare visioni e spazi.

Ps: guardate le foto e la coda lunga di pubblicazione e di commenti di viadolcevia . È stato un momento incredibile, che fa capire che la strada di condividere e creare insieme, la stessa intrapresa da ZUP e dal Giardino Carnevali in questi anni, può dare importanti risultati. Si tratta di credere nella collaborazione, nell’autoproduzione, nei tempi lunghi, nei piccoli numeri che generano un ritorno incredibile, con fiducia, entusiasmo e voglia di fare, di vivere, di #trasformare.

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Ripensare alle tappe del lungo e interessante processo di “In un giardino”  permette di mettere a fuoco il lavoro di questi mesi. Quali i passaggi fondamentali?

Iniziamo dall’antefatto, denso di scambi, nella primavera del 2013.

Accendere la scintilla, costruire il gruppo di lavoro

Tutto ha avuto inizio scambiando idee, bisogni, sensibilità, anche tecniche e metodi, tra ZUP, il comitato giardino carnevali, l’orto condiviso del politecnico Coltivando, e il suo animatore il gruppo di ricerca di design degli spazi, Politecnico, capitanato da Davide Fassi, e alcuni vecchi compagni di strada, Francesca Piredda e tutto lo staff di Imagislab, sempre del Politecnico . Era il periodo primaverile, si susseguivano sopralluoghi, riunioni, incontri, spesso con la presenza e il coinvolgimento attivo di Andrea Motta, che come presidente della commissione ambiente del consiglio di zona 9 segue sempre con particolare attenzione tutti i gruppi che si muovono sul verde urbano.

Un’idea e un bisogno: trovare nuove domande e nuovi scenari

L’idea alla base dei nostri incontri era: provare a disegnare di nuovo lo spazio del giardino carnevali, per disincentivare il “cattivo uso” dello spazio. Ma il desiderio principale era di non accontentarsi di soluzione tecniche qualunque, di abbellimento o legate al decoro urbano (che tra l’altro nei desideri dei cittadini esasperati spesso coincidono con: togliere le panchine, alzare i cancelli, mettere la sorveglianza. Di fatto tutte azioni che chiudono lo spazio a chiunque, non solo a chi ne fa un cattivo uso). Il desiderio alla base di questo lavoro era trovare nuove domande, nuovi immaginari, per poter raccontare di nuovo le possibilità di uno spazio pubblico verde.

E farlo coinvolgendo di nuovo i cittadini: il coinvolgimento è stimolo all’attenzione, ad uno sguardo sistemico, ad adottare nuove soluzioni, a lavorare per la condivisione di azioni e spazi.

iniziavamo a pensare e a progettare In un giardino.

In bici in un giardino_nologocomune