Anche quest’anno ZUP è  al XII Workshop dell’Iris network, esattamente il 18 e il 19 settembre a Riva del Garda, per l’appuntamento sull’impresa sociale e per gli innovatori sociali. Il programma è dedicato a Ridisegnare i servizi per aumentare l’impatto. Un tema che contiene una sfida: come affrontare la crisi e i cambiamenti sapendo innovare, o rinnovarsi, pur seguendo i propri asset.

Un tema che contiene una sfida: come affrontare la crisi e i cambiamenti sapendo innovare, o rinnovarsi, pur seguendo i propri asset. È una domanda importante che affronteremo in due sessioni. Con ZUP the recipe for change siamo tra i dodici coach, nelle due sessioni intitolate service design for social enterprise #servicedesign4socent. Ci troverete nella sessione “Nuove interazioni con il pubblico: quali alternative per le imprese sociali?” il 18 dalle 14:00 alle 17:00 e poi il 19 in “Seminare vento per raccogliere tempesta: prove di collaborazione tra designer e imprese sociali”.

ZUP a confronto sulla costruzione di scenari di cambiamento e di partecipazione. Seguiteci a Riva o su tw @noemisatta #WIS14 #servicedesign4socent

Ancora altri numeri: nel piccolo Giardino Carnevali (giardino discarica a Milano, zona Dergano-Bovisa) nel marzo 2012 inizia un lavoro di cura con un concerto di percussionisti. Circa 150 persone scendono dai palazzi, stupiti, sconvolti, curiosi, perplessi. È il non pubblico di questo genere di eventi, che nel quartiere normalmente richiama un target medio –alto, colto, progressista.

Ancora riportiamo i numeri rilevati per descrivere gli output e in parte gli outcome di una sola attività, come quella del Giardino Carnevali. Tra questi si considera per brevità solo il periodo 11/2012-11/2013: 8 eventi della partecipazione; attività di organizzazione e segreteria; coordinamento rete volontari. Le persone coinvolte sono state circa 600, con una buona comunicazione sui social e su stampa tradizionale (1.500 social a 600.000 stampa) e un primo allargamento della rete degli interessati. I primi effetti sono stati i seguenti: 10 volontari attivi; 4 negozianti intorno al giardino partecipi e coadiuvanti il processo (che si sommano ai 15 precedentemente attivati e partner tecnici della prima fase di ZUP2011), accompagnamento del CDZ 9, rete commercianti di via Tartini ulteriormente coinvolta e informata, network con associazioni e comitati dello stesso e di altri quartieri. L’obiettivo non è di mettere sotto tutela lo spazio e le persone, ma di generare possibilità e di alimentare progressivamente l’interesse, la partecipazione, le soluzioni di trasformazione.

volafarfallatrasformazione

In questo momento il gruppo di 10 volontari e il network ha già generato nuove attività e presto avrà un’immagine autonoma da ZUP (realizzazione del brand e dell’immagine coordinata del Giardino Carnevali grazie alla collaborazione con Annalinda de Rosa, designer del Politecnico) in un percorso verso l’autonomia che si ritiene importante come effetto del lavoro di ZUP.

E ancora non vi abbiamo raccontato del periodo 2013-2014!! #staytuned #Tobecontinued #zupinprogress #inumeriraccontano

ZUP ha permesso di elaborare un canovaccio metodologico specifico, e la lunga esperienza sul territorio e tra gruppi diversi permette di dare qualche numero e dimensione legata all’impatto.

ZUP nasce nel 2011 per sperimentare nel quartiere Dergano/Bovisa (Milano) un processo lungo, coinvolgente, aggregante, multidisciplinare e multisettoriale. È un progetto che non si incasella facilmente nel settore cultura, o in quello dei giardini, del commercio, o del sociale: di fatto ha una valenza forte di attivatore di energie, nelle sue diverse attività sviluppate nel quartiere.

Ecco alcuni dati per dare una dimensione dell’impatto di ZUP nel medio/lungo periodo.

Nel periodo 2011, anno di attivazione di ZUP: marzo-maggio 2011, 12 volontari per la ZUPfest, 15 realtà tra istituzioni, associazioni, esercizi commerciali, 150 partecipanti nel quartiere: non solo convivialità, ma ricerca, riconoscimento e riappropriazione dello spazio pubblico attraverso la cucina e la creatività, attivazione di reti, attivazione di idee e di gruppi che le portino avanti. Oltre 15.000 nei social network, circa 500.000 lettori su stampa nazionale.

Il valore delle attività svolte nel 2011 (ZUPfest, ZUPranzo, ZUPlab) è coperto da investimenti, elargizioni liberali, volontariato, sponsorship tecniche e dalla rete di f-autori culturali, commerciali e istituzionali.

Sono numeri non eclatanti di per sé ma significativi rispetto a un quartiere e ad alcuni soggetti, come i commercianti o i ristoratori, difficili da coinvolgere: questi ultimi hanno appositamente aperto di sabato per realizzare la maratona di zuppe della ZUPfest.

#zupinprogress #tobecontinued

Il progetto in un giardino formalmente è concluso. Molte le osservazioni che si potranno fare per migliorare il processo, ma intanto alcune riflessioni sui risultati non banali che si sono raggiunti in questi 4 mesi di lavoro (più l’antefatto e la coda)

 

sensibilizzare il quartiere

Siamo riusciti a coinvolgere attivamente circa 80 tra cittadini e studenti in incontri molto partecipati e vivi, ma con un passaggio nei diversi eventi di circa 600/800 persone: questo significa lavorare per piccoli numeri ma con scale progressive sempre più ampie (e non è l’unico esempio di questo genere, è proprio il modo di ZUP di lavorare per piccole azioni di trasformazione). L’obiettivo, raggiunto, era di attuare una prima sensibilizzazione sul tema della rigenerazione degli 8 spazi Verdi del quartiere.

 

coinvolgere cittadini e associazioni 

In modo particolare si è consolidata una rete informale, anche tra associazioni o realtà distanti e finalmente coinvolte nell’organizzazione del progetto o nella sua realizzazione, e informate dei risultati e dei progressi. Questo è un primo importante e tangibile risultato del progetto. Patrimonio da non disperdere per non perdere il mood positivo e di collaborazione che si è creato.

 

far vedere le azioni concrete di trasformazione degli spazi verdi del quartiere

Molte idee, ancora da mettere in forma, sui giardini richiamano alla trasformazione degli elementi più spiacevoli del quartiere: spazzatura, abbandono, disamore e degrado verso questi 8 spazi verdi. È così possibile ragionare (pensando ai prossimi mesi) ad alcune concrete azioni: laboratorio di trasformazione di parte dei rifiuti abbandonati, nuove coltivazioni, per essenze e colori, per attrarre nuove attenzioni, nuove vocazioni (legate allo sport, al gioco, all’urban gardening o all’agricoltura urbana).

Lo scambio con gli studenti è stato spesso fonte di interesse e spunto, proprio considerando la qualità delle immaginazioni. Liberare l’immaginazione era in effetti un obiettivo non scritto ma necessario per poter effettivamente mettere in moto la trasformazione.

Lo scambio è avvenuto sapendo intervallare i momenti propri della didattica, con quelli destinati allo scambio e al confronto con le associazioni e con i cittadini.

Nelle foto che seguono vedrete, in ordine misto e non cronologico, i tavoli di lavoro, le ricette appena scritte di Zuppe della trasformazione, un incontro in biblioteca, i dispositivi per raccogliere indicazioni, diverse tavole di progettazione in momenti diversi dell’elaborazione. Il materiale prodotto è enorme (diari di bordo, reportage audiovisivi, tavole di ricognizione, etc): prossimamente si caricherà il ricettario, intanto è possibile vedere  il lavoro audiovisivo posizionato su plug (social tv) e seguire tutti i partner e compagni di strada di questo lavoro, dal Politecnico a Coltivando, a Bovisa Incanta a Pedalandoinzona9, al prezioso Giardino degli aromi a Zac, dalla biblioteca di zona ai negozi che circondano il giardino carnevali, a punti di ritrovo come Mamusca o artigiani designer come Opella, da Cap20100 a Food in the streets, e ancora molti altri ancora, ultimi ma non ultimi il Consiglio di zona 9 e associazione dedep (capofila dell’intervento che ha ricevuto il patrocinio del cdz9). Stiamo lavorando al seguito perché è proprio vero: da cosa nasce cosa #staytuned 

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