ZUPlab di 4 dicembre

dicembre 15, 2014

Giovedì 4 dicembre, qualche giorno prima di Sant Ambrogio e del ponte dell’Immacolata, abbiamo presentato il nostro ZUPlab destinato principalmente ad architetti e a quanti volevano avvicinarsi alle tecniche, all’approccio, ai metodi della progettazione partecipata e della facilitazione di gruppo. Dopo aver partecipato ad Experiment Days, notando l’interesse che il nostro ZUPlab riceveva, abbiamo pensato con gli amici di housinglab di ripetere l’iniziativa, ma con qualche variante. Abbiamo ripensato il mini-laboratorio chiamandolo ‘Come in una Cucina. Esercizi di coprogettazione per comunità collaborative’ e predisposto quanto necessario per rendere la serata non solo ‘educativa’ ma anche divertente.
ZUPlab 4-12-2014
Lo scopo di questo ZUPlab era di far assaggiare ai partecipanti i principi e gli ingredienti di un processo di progettazione partecipata, usando come esempio il caso di una cucina condivisa condominiale, uno dei punti vitali che una comunità di abitanti, di inquilini o di co-worker può immaginare e progettare. Siamo partita con la domanda ‘cos’è una cucina per me’, una domanda che solo all’apparenza è banale, ma che in realtà mette le basi per non dare nulla per scontato e per ripensare a uno spazio così intimo e pubblico al contempo. Molte le parole chiave iniziali, alla base una necessità di condivisione molto alta.
La messa in comune durante questo laboratorio si è intensificata nel terzo step, quando i partecipanti, quasi come reali “coinquilini”, hanno dovuto spiegare e mettere insieme una lista unica di valori, funzioni, ruoli della cucina. Persone, alcune tra di loro sconosciute, in 30 minuti hanno messo in comune riflessioni e desideri senza remore, anzi con entusiasmo e semplicità.
Esattamente questo è uno dei risultati dei nostri lab: condividere con semplicità.
Molte le ricette interessanti, titoli forti, di cui vi parleremo nel ricettario.
La serata non poteva finire altro che con una zuppa di verza ed altre pietanze offerte da ZUP the recipe for change, per continuare ancora in modo conviviale, a condividere le esperienze e le possibilità di collaborare.
Nel nuovo anno ancora altri ZUPlab in cantiere, vi aggiorneremo presto. Intanto non dimenticate di guardare le foto sulla nostra pagina facebook.
Annunci

Ancora altri numeri: nel piccolo Giardino Carnevali (giardino discarica a Milano, zona Dergano-Bovisa) nel marzo 2012 inizia un lavoro di cura con un concerto di percussionisti. Circa 150 persone scendono dai palazzi, stupiti, sconvolti, curiosi, perplessi. È il non pubblico di questo genere di eventi, che nel quartiere normalmente richiama un target medio –alto, colto, progressista.

Ancora riportiamo i numeri rilevati per descrivere gli output e in parte gli outcome di una sola attività, come quella del Giardino Carnevali. Tra questi si considera per brevità solo il periodo 11/2012-11/2013: 8 eventi della partecipazione; attività di organizzazione e segreteria; coordinamento rete volontari. Le persone coinvolte sono state circa 600, con una buona comunicazione sui social e su stampa tradizionale (1.500 social a 600.000 stampa) e un primo allargamento della rete degli interessati. I primi effetti sono stati i seguenti: 10 volontari attivi; 4 negozianti intorno al giardino partecipi e coadiuvanti il processo (che si sommano ai 15 precedentemente attivati e partner tecnici della prima fase di ZUP2011), accompagnamento del CDZ 9, rete commercianti di via Tartini ulteriormente coinvolta e informata, network con associazioni e comitati dello stesso e di altri quartieri. L’obiettivo non è di mettere sotto tutela lo spazio e le persone, ma di generare possibilità e di alimentare progressivamente l’interesse, la partecipazione, le soluzioni di trasformazione.

volafarfallatrasformazione

In questo momento il gruppo di 10 volontari e il network ha già generato nuove attività e presto avrà un’immagine autonoma da ZUP (realizzazione del brand e dell’immagine coordinata del Giardino Carnevali grazie alla collaborazione con Annalinda de Rosa, designer del Politecnico) in un percorso verso l’autonomia che si ritiene importante come effetto del lavoro di ZUP.

E ancora non vi abbiamo raccontato del periodo 2013-2014!! #staytuned #Tobecontinued #zupinprogress #inumeriraccontano

Comunità e organizzazioni in cambiamento: questa è la parola chiave anche per il festival organizzato da Rena a Bologna. Un incontro cui abbiamo deciso di aderire immediatamente, convinte come siamo che la cooperazione e la condivisione siano la chiave di successo di tutti i percorsi di trasformazione.

Seminiamo partecipazione e trasformazione da anni con ZUP, che a sua volta si avvale dell’esperienza più che decennale dei fondatori, e questo è il momento in cui il confronto con tutte le organizzazione che basano il loro lavoro sul cambiamento è necessario.

Più di 350 aderenti tra diverse realtà, diversi tavoli di lavoro dalla governance dei beni comuni, alla promozione del patrimonio culturale, alla filiera di innovazione sociale che nasce nell’ambito rurale, al tema dell’attivazione delle comunità, dal punto di vista degli attivatori e organizzatori di processi lunghi.

Ci aspettiamo sguardi lunghi.

PS: e il buon segno si è visto da subito: servizi di baby sitting e laboratori di coderdojo per i più grandetti, primo servizio messo in evidenza per le mamme e i papà che parteciperanno ai lavori.

La qualità di questi incontri (come nella vita) inizia da questi “dettagli”! #cambiamento #trasformazione #zupinprogress

Volete saperne di più? Scarica la brochure di ZUP The Recipe for Change

Cos’è un orto per me? Di quali valori voglio nutrimi? Quali desideri voglio seminare? Queste sono alcune delle domande che hanno scandito le tappe del laboratorio ZUPlabmini finalizzato a far lavorare sul progetto dell’orto un gruppo di abitanti di cohousing motivato e abituato alla condivisione.

Per questo ZUP The recipe for change ha proposto un laboratorio di progettazione partecipata dell’orto condiviso condominiale, inserito all’interno del Progetto Cennicoltiva! di Food in the Streets, per Life 10 – ECO Courts (ECOlogical COurtyards United for Resources saving through smart Technologies and life Style), e per l’innovativa esperienza di cohousing di Via Cenni improntata alla condivisione e al risparmio energetico e seguita da due anni dalla Fondazione Housing Sociale.

Il 29 Marzo, insieme a Inge (lei ne parla qui), sapevamo di dover concentrare ZUPlabmini, dal canovaccio flessibile e adattabile, in poco tempo sul progetto e sul rapporto tra desiderata/aspettative legate all’orto, per arrivare in modo semplice a dare un nome a ciascuna delle terrazze. Dare un nome vuole dire trovare la voce e le vocazioni di un luogo, per un orto come questo, condiviso da una comunità colorata, multigenerazionale e partecipativa. Implicitamente con un nome si discute di futuro, della continuità di un’azione di cura e ZUPlab anche su questo ha lavorato: sull’appropriarsi di uno spazio, fin dal progetto.

Cenni 015

Abbiamo raccolto parole, idee, desideri. Una ventina di partecipanti in una mattinata di sole hanno condiviso le loro aspettative sul progetto dell’orto, hanno messo in fila una lista di desiderata, immagini, e poi sapori, odori, spezie, fiori. Dagli ingredienti del loro progetto, summa di immaginario e di terrestre concretezza, abbiamo definito la lista di ingredienti, per creare una ricetta che è anche in questo caso racconto e progetto.

La vellutata di mediterraneo, o Arditi sapori in rima o ancora Zupapo’, e infine Astrozuppa sono le 4 ricette di via Cenni.

I 4 orti condivisi hanno nomi diversi, e storie diverse. Uno richiama al mediterraneo (profumo di mediterraneo) per seguire la propria lista di aromi, o all’effervescenza e simpatia delle ortiste (the patata’s girls) tra peperoncino e poesia. C’è chi si è affidato ad un’immagine, un ricordo, e alla stessa realtà di via Cenni con le parole “bahay-kubo” che in filippino significa “casa tra gli orti”. L’orto infine è “sotto le stelle” per chi ha scelto l’essenza guida dell’astrolabio.

Ecco allora il ricettario  “Assaggi di Via Cenni_Il ricettario di ZUP” (e di ricette magari ne nasceranno altre!). Per questa esperienza, nuovo tassello di ZUP the recipe for change, ringraziamo chi ha partecipato e curerà questi promettenti orti, gli abitanti di via Cenni, e Food in the Streets, Life ECO Courts – Cortili ecologici e FondazioneHousingSociale, per l’assistenza, la guida, il coordinamento, il supporto concreto e progettuale.

Ps: il 12 aprile il secondo appuntamento di Cennicoltiva! Food in the streets lavora con Orti d’azienda per proseguire tecnicamente sul progetto dell’orto. Buon lavoro!

È ora di uscire allo scoperto. È da circa 6 mesi che stiamo pensando a come mettere in evidenza una serie di esperienze che ZUP ha fatto in diversi territori e in diversi contesti anche extra territoriali.

ZUP ha all’attivo casi e strumenti per raccontare i territori, ma anche per descrivere e immaginare le trasformazioni che si desiderano. ZUP è riuscito a raccontare, ma anche a mappare, a far degustare, a far guardare di nuovo (ri-guardare) e con nuovi occhi, e a far prendere in cura. Un progetto di rigenerazione urbana, tra cibo creatività partecipazione. Solo a Dergano Bovisa? No (anche se è una delle esperienze più lunghe e con le maggiori sfaccettature), anche in: Porta Romana, Lambrate, Sarpi. E poi a Bologna, e poi in fiera (Fa la cosa giusta), e poi con performer teatrali, o per creativi, per studenti, per gli innovatori sociali, per i cittadini di un quartiere o per abitanti di un nuovo spazio di cohousing. Per grandi e per bambini, per esperti o per neofiti.

Inoltre con approcci strategici, di management e di gestione dei gruppi sempre diversi, in casi più leggeri e ludici e in altri di conflittualità o di fatica del territorio, in mezzo alla spazzatura o tra gli stand di una fiera o in galleria d’arte.

Queste esperienze ci hanno insegnato che ZUP funziona e può davvero attivare il cambiamento. Ecco perché dall’esperienza di ZUP Zuppa Urban Project nasce ZUP The recipe for change. Partecipazione e innovazione strategica.

Ci interessa innescare la scintilla della partecipazione e dell’innovazione strategica, come prima, per territori e più chiaramente per imprese. ZUP percorre la strada intrapresa da molto tempo (nella attività professionale dei singoli componenti del team) di portare tecniche creative, strategiche e di facilitazione, tramite workshop di innovazione strategica, all’interno di imprese, fondazioni, consorzi, cooperative.

Il binomio territorio e cibo inoltre è uno dei terreni comuni con Inge de Boer, di Food in the streets, parte del team più stretto con cui si è definita ed è partita la nuova stagione di ZUP (e qui un assaggio di una delle azioni già frutto della nostra collaborazione come ZUP The recipe for change). Il team è in via di allargamento in questi mesi, presto nuovi aggiornamenti.

Nel frattempo anche questo blog e tutta l’immagine di ZUP cambierà nelle prossime settimane: per ora nuove pagine, nuovi contenuti per seguire le novità che stiamo preparando. Seguiteci anche con #zuptherecipeforchange su fb e tw.

therecipeforchangemateriali

Il progetto in un giardino formalmente è concluso. Molte le osservazioni che si potranno fare per migliorare il processo, ma intanto alcune riflessioni sui risultati non banali che si sono raggiunti in questi 4 mesi di lavoro (più l’antefatto e la coda)

 

sensibilizzare il quartiere

Siamo riusciti a coinvolgere attivamente circa 80 tra cittadini e studenti in incontri molto partecipati e vivi, ma con un passaggio nei diversi eventi di circa 600/800 persone: questo significa lavorare per piccoli numeri ma con scale progressive sempre più ampie (e non è l’unico esempio di questo genere, è proprio il modo di ZUP di lavorare per piccole azioni di trasformazione). L’obiettivo, raggiunto, era di attuare una prima sensibilizzazione sul tema della rigenerazione degli 8 spazi Verdi del quartiere.

 

coinvolgere cittadini e associazioni 

In modo particolare si è consolidata una rete informale, anche tra associazioni o realtà distanti e finalmente coinvolte nell’organizzazione del progetto o nella sua realizzazione, e informate dei risultati e dei progressi. Questo è un primo importante e tangibile risultato del progetto. Patrimonio da non disperdere per non perdere il mood positivo e di collaborazione che si è creato.

 

far vedere le azioni concrete di trasformazione degli spazi verdi del quartiere

Molte idee, ancora da mettere in forma, sui giardini richiamano alla trasformazione degli elementi più spiacevoli del quartiere: spazzatura, abbandono, disamore e degrado verso questi 8 spazi verdi. È così possibile ragionare (pensando ai prossimi mesi) ad alcune concrete azioni: laboratorio di trasformazione di parte dei rifiuti abbandonati, nuove coltivazioni, per essenze e colori, per attrarre nuove attenzioni, nuove vocazioni (legate allo sport, al gioco, all’urban gardening o all’agricoltura urbana).

Lo scambio con gli studenti è stato spesso fonte di interesse e spunto, proprio considerando la qualità delle immaginazioni. Liberare l’immaginazione era in effetti un obiettivo non scritto ma necessario per poter effettivamente mettere in moto la trasformazione.

Lo scambio è avvenuto sapendo intervallare i momenti propri della didattica, con quelli destinati allo scambio e al confronto con le associazioni e con i cittadini.

Nelle foto che seguono vedrete, in ordine misto e non cronologico, i tavoli di lavoro, le ricette appena scritte di Zuppe della trasformazione, un incontro in biblioteca, i dispositivi per raccogliere indicazioni, diverse tavole di progettazione in momenti diversi dell’elaborazione. Il materiale prodotto è enorme (diari di bordo, reportage audiovisivi, tavole di ricognizione, etc): prossimamente si caricherà il ricettario, intanto è possibile vedere  il lavoro audiovisivo posizionato su plug (social tv) e seguire tutti i partner e compagni di strada di questo lavoro, dal Politecnico a Coltivando, a Bovisa Incanta a Pedalandoinzona9, al prezioso Giardino degli aromi a Zac, dalla biblioteca di zona ai negozi che circondano il giardino carnevali, a punti di ritrovo come Mamusca o artigiani designer come Opella, da Cap20100 a Food in the streets, e ancora molti altri ancora, ultimi ma non ultimi il Consiglio di zona 9 e associazione dedep (capofila dell’intervento che ha ricevuto il patrocinio del cdz9). Stiamo lavorando al seguito perché è proprio vero: da cosa nasce cosa #staytuned 

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

PM_322Si stringe la collaborazione di ZUP con diversi gruppi di lavoro. La rete non riservato, in primis, di cui siamo parte e seguiamo con attenzione le attività.

Il networking internazionale, vero ambito di scambio e condivisione, di ImpactHUB Milano, con il quale si infittiscono i ragionamenti sull’innovazione sociale e sull’apporto che la cultura può dare a questo processo.

Il Politecnico di Milano, dipartimento di design, e le due aree di design della comunicazione, e di design d’interni (che si occupano di agricoltura urbana e di design degli spazi verdi) è nostro partner in un progetto di co-progettazione e di partecipazione, sul quale siamo al lavoro dalla primavera 2013: In un giardino.

Le prime azioni si sono svolte in autunno, nei mesi di ottobre e novembre 2013, prossimamente i risultati di questo progetto sperimentale, dedicato a 8 aree del quartiere Dergano- Bovisa, che coinvolge cittadini e studenti del Politecnico, promosso da ZUP insieme all’associazione de.de.p e altre realtà di quartiere. In un giardino ha trovato anche il sostegno del consiglio di zona 9, comune di Milano, che promuoverà la parte finale delle nostre attività del 2013 #workinprogress

Zup è stato invitato in più occasioni a raccontare della propria esperienza di valorizzazione del giardino, di cura e di lavoro contro il degrado. I lunedì sostenibili  sono stati una bella occasione per raccontare sul prato di coltivando del nostro lavoro.

Così come è stato interessante presentare il lavoro al Giardino degli aromi il week end successivo. Segni tangibili della rete verde di città e di quartiere.

il sunto per immagini (in attesa di una riflessione più approfondita sul rapporto tra le città e le zuppe, tra le relazioni e la spazzatura, tra i giardini e i giochi)

ZUP è nella sua fase più creativa e interessante: quella della progettazione dei prossimi appuntamenti. Alcune settimane ancora e fisseremo le date: non mancheranno gli esploraZUP (gli esploratori bambini si preparino), i ZUPlab (gli esploratori e cucinieri di paesaggi si rianimino), le azioni di VerdeZUP (si sta scaldando un gruppo di incredibili giardinieri) e molto altro ancora.
Qualche aggiornamento, intanto: una nuova rubrica su Vita Non Profit chiamata, proprio Che zuppa! Il titolo non è un caso naturalmente ma non di sole zuppe si parla, ma piuttosto dell’entusiasmo dell’impossibile, di cultura e culture, e per ora di innovazione, di impresa sociale e culturale.
ZUP è stata anche a Riva del Garda, all’Irisworkshop entro il Fuori Wis, per riflettere sull’identikit dell’imprenditore sociale. Con un laboratorio su 6 personaggi e una narrazione che parte dallo scenario culturale attuale.
Di cultura parla infatti ZUP, condivisa, partecipata, creativa, agita dai partecipanti e dai cittadini, ridefinità nei format e nelle azioni. Perché per capire un territorio, non solo i musei ma anche le zuppe possono essere utili.

Per esempio: che ingredienti abbinereste a una giornata qualunque a Dergano (quartiere di Milano) dove può capitare di incontrare  ballerini di tango in un portone per strada, attempati e mai domi rivoluzionari, suonatori zigani persi tra le vie e scappati dalla metropolitana, giardinieri fantasiosi in cerca di una terra?
Sicuramente ingredienti delle meraviglie per una WunderZUP che stiamo preparando.
PS: se della meraviglia vi siete stufati non partecipate il 14 ottobre a questo avvenimento milanese degli amici di CAP20100!