WunderZUP

dicembre 3, 2012

E’ stato bello fare WunderZUP il 24 novembre!

Un viaggio nella città, tra spazi d’arte e urbani, tra performance teatrale e creatività in cucina, tra ricerca dei sapori per fare una zuppa e meraviglia della scoperta.

In compagnia di 20 volenterosi esploratori urbani abbiamo passeggiato nello scenario proposto per questa nuova esperienza, il quartiere di Lambrate, e  scoperto i sapori che gli spazi della mappatura di Cap20100 e lungo il cammino alcune strade, piazze o persone suggerivano.

Con WunderZUP abbiamo messo in gioco la curiosità e il gusto, come mezzi per avvicinarsi diversamente a luoghi soliti e insoliti dentro e fuori casa, abbiamo esplorato il rapporto tra spazio pubblico e spazio privato, tra territori geografici, emotivi, sensibili.

Con WunderZUP, abbiamo fatto dialogare la dimensione alternativa della performance teatrale, della mostra d’arte, dello spazio per l’arte, con la città, e tradotto tutto in forma di zuppa.

Esplorare la città con l’accompagnamento delle performance di Cap20100, rivederla, raccontarla, cucinare una zuppa e creare dalle ispirazioni suscitate le ricette di territorio, un incontro meraviglioso tra l’esperienza di trekking urbano e l’intima ospitalità di una casa della Mappatura di Cap20100, tra deriva e esplorazione, tra viaggio e arte.

Tutto questo è stato WunderZUP.

 

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L’abbiamo già detto e scritto, ma vogliamo tornarci su. Camminare per la città, rivederla, come forma di (ri)guardo; raccontarcela, fissare nuovi punti in una mappa ideale che cambia baricentro, e da lì promuovere nuove visioni e nuovi scenari per la città, per chi la vive, e per chi produce e fa cultura (e la “mangia”): tutto questo è ZUP on the road.

Il nostro lavoro, anche nel proporre l’esperienza degli itinerari, si ispira a questi concetti:

Pedagogia dello sguardo: sguardo, mani e piedi per terra (piedi che esplorano, mani che fanno e raccolgono): una fotografia del paesaggio che, cambiata la prospettiva, i colori e il senso, muove ad un cambiamento, attraverso energie messe in movimento.

Terzo paesaggio un paesaggio ai margini che diventa rifugio per la biodiversità e la vegetazione spontanea: un paesaggio dove le diverse forme di creatività e cultura possono dare vita ad un ecosistema urbano in continua evoluzione.

Cultura e accesso alla fruizione, creatività diffusa da valorizzare e di progettualità dal basso che parte dal coinvolgimento delle persone. Cultura che si mangia, mangiare cultura.

Spazi pubblici da vivere, da mettere in relazione con gli spazi privati: spazio privato che diventa pubblico, spazio pubblico che diventa privato, di proprietà di tutti. Spazio pubblico di cui riappropriarsi.

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Camminare, esplorare, mappare; ritornare, curiosare, visitare; lasciare impronte, mettersi nelle scarpe degli altri, seguire i passi. Le scarpe si sporcano di polvere, nei tragitti che portano alla riscoperta della città attraverso i sensi, e la polvere è memoria in movimento attraverso le trame del tessuto urbano. Le scarpe si sporcano di polvere nel nostro lavoro che è fatto di partecipazione alla vita del territorio, per cercare gli ingredienti di una zuppa che racconta la città.
Con ZUP potrai percorrere la città anche da fermo!
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