Ripensare alle tappe del lungo e interessante processo di “In un giardino”  permette di mettere a fuoco il lavoro di questi mesi. Quali i passaggi fondamentali?

Iniziamo dall’antefatto, denso di scambi, nella primavera del 2013.

Accendere la scintilla, costruire il gruppo di lavoro

Tutto ha avuto inizio scambiando idee, bisogni, sensibilità, anche tecniche e metodi, tra ZUP, il comitato giardino carnevali, l’orto condiviso del politecnico Coltivando, e il suo animatore il gruppo di ricerca di design degli spazi, Politecnico, capitanato da Davide Fassi, e alcuni vecchi compagni di strada, Francesca Piredda e tutto lo staff di Imagislab, sempre del Politecnico . Era il periodo primaverile, si susseguivano sopralluoghi, riunioni, incontri, spesso con la presenza e il coinvolgimento attivo di Andrea Motta, che come presidente della commissione ambiente del consiglio di zona 9 segue sempre con particolare attenzione tutti i gruppi che si muovono sul verde urbano.

Un’idea e un bisogno: trovare nuove domande e nuovi scenari

L’idea alla base dei nostri incontri era: provare a disegnare di nuovo lo spazio del giardino carnevali, per disincentivare il “cattivo uso” dello spazio. Ma il desiderio principale era di non accontentarsi di soluzione tecniche qualunque, di abbellimento o legate al decoro urbano (che tra l’altro nei desideri dei cittadini esasperati spesso coincidono con: togliere le panchine, alzare i cancelli, mettere la sorveglianza. Di fatto tutte azioni che chiudono lo spazio a chiunque, non solo a chi ne fa un cattivo uso). Il desiderio alla base di questo lavoro era trovare nuove domande, nuovi immaginari, per poter raccontare di nuovo le possibilità di uno spazio pubblico verde.

E farlo coinvolgendo di nuovo i cittadini: il coinvolgimento è stimolo all’attenzione, ad uno sguardo sistemico, ad adottare nuove soluzioni, a lavorare per la condivisione di azioni e spazi.

iniziavamo a pensare e a progettare In un giardino.

In bici in un giardino_nologocomune

Il 31 marzo 2012 avevamo promosso VerdeZUP, proprio nel giardino di via Carnevali, a Dergano, quartiere di Milano, con l’obiettivo principale di non far passare sotto silenzio il degrado di questo giardinetto. La discarica non è scomparsa dal primo aprile, anzi continua ad essere un punto critico del quartiere, ma l’iniziativa era stata molto partecipata:  da allora si è creato un gruppo di persone che si sta consolidando e che si è incontrato più volte per dar vita ad una serie di azioni di sensibilizzazione e cura (autosostenute), e per far nascere un giardino condiviso.

È nato il Comitato Giardino Carnevali, la cui pratica partecipativa è curata da ZUP Zuppa Urban Project. Nei mesi passati il comitato si è già speso in alcune iniziative di sensibilizzazione (Segui il Bianconiglio!, da un’idea di ZUP e con il supporto di CAP20100, con il Comitato Giardino Carnevali) .

A partire da domani, 26 gennaio 2012, inizia una serie di appuntamenti mensili, per incontrarci al giardino e soprattutto per sensibilizzare e iniziare a ripensare lo spazio.

Ci servono idee, cuore, braccia rubate all’agricoltura!

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P.S.: E se ci sono dubbi sulla necessità di un’azione per piccoli passi consiglio la (ri)lettura di Mika Hannula, The Politics of small gestures, art-ist, Istanbul, 2006