Giardini Extravaganti al Giardino carnevali (a cura di Cap VentiCento) è uno dei modi che ZUP ha messo in atto per dare vita e costantemente seminare nel quartiere e nel Giardino Carnevali. La ricetta è semplice in apparenza: buoni progetti, eventi significativi, un programma di rilievo entro il quale essere inseriti, costante cura della partecipazione (coi suoi alti e bassi).

Il 7 giugno eravamo dentro Viadolcevia (a cura di Mamusca/Opella/Terradelfuoco e la partecipazione di innumerevoli partner) e il 15 marzo dentro il Sabato della Bovisa (del Politecnico con di nuovo una rete di partner numerosa): in entrambi i casi si è trattato di un’esperienza incredibile, per successo di pubblico, per qualità dell’esperienza, per capacità delle persone che gravitano intorno al giardino e per la rete di partner di #trasformare visioni e spazi.

Ps: guardate le foto e la coda lunga di pubblicazione e di commenti di viadolcevia . È stato un momento incredibile, che fa capire che la strada di condividere e creare insieme, la stessa intrapresa da ZUP e dal Giardino Carnevali in questi anni, può dare importanti risultati. Si tratta di credere nella collaborazione, nell’autoproduzione, nei tempi lunghi, nei piccoli numeri che generano un ritorno incredibile, con fiducia, entusiasmo e voglia di fare, di vivere, di #trasformare.

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Ancora altri numeri: nel piccolo Giardino Carnevali (giardino discarica a Milano, zona Dergano-Bovisa) nel marzo 2012 inizia un lavoro di cura con un concerto di percussionisti. Circa 150 persone scendono dai palazzi, stupiti, sconvolti, curiosi, perplessi. È il non pubblico di questo genere di eventi, che nel quartiere normalmente richiama un target medio –alto, colto, progressista.

Ancora riportiamo i numeri rilevati per descrivere gli output e in parte gli outcome di una sola attività, come quella del Giardino Carnevali. Tra questi si considera per brevità solo il periodo 11/2012-11/2013: 8 eventi della partecipazione; attività di organizzazione e segreteria; coordinamento rete volontari. Le persone coinvolte sono state circa 600, con una buona comunicazione sui social e su stampa tradizionale (1.500 social a 600.000 stampa) e un primo allargamento della rete degli interessati. I primi effetti sono stati i seguenti: 10 volontari attivi; 4 negozianti intorno al giardino partecipi e coadiuvanti il processo (che si sommano ai 15 precedentemente attivati e partner tecnici della prima fase di ZUP2011), accompagnamento del CDZ 9, rete commercianti di via Tartini ulteriormente coinvolta e informata, network con associazioni e comitati dello stesso e di altri quartieri. L’obiettivo non è di mettere sotto tutela lo spazio e le persone, ma di generare possibilità e di alimentare progressivamente l’interesse, la partecipazione, le soluzioni di trasformazione.

volafarfallatrasformazione

In questo momento il gruppo di 10 volontari e il network ha già generato nuove attività e presto avrà un’immagine autonoma da ZUP (realizzazione del brand e dell’immagine coordinata del Giardino Carnevali grazie alla collaborazione con Annalinda de Rosa, designer del Politecnico) in un percorso verso l’autonomia che si ritiene importante come effetto del lavoro di ZUP.

E ancora non vi abbiamo raccontato del periodo 2013-2014!! #staytuned #Tobecontinued #zupinprogress #inumeriraccontano