ZUP presenta……

febbraio 20, 2015

Da qualche settimane è online il nostro nuovo sito! Clicca su zuplab.com per scoprirlo.

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It’s about a year now that we are  working on a new recipe for  ZUP. And here we finally are to present us the results!

ZUP, short for Zuppa Urban Project, is founded with the intention to evoke urban regeneration. However, we understood from the beginning that we are working on the participants’ capacity to imagine and that many workshop lead to the start of a process of change. This is also one of the main reasons why our new pay-off is ZUP – The Recipe for Change, for participation and strategic innovation.

Regardless the changes, we continue to make soups (or ‘zuppe’ in Italian, that is where our name originates), encourage to write recipes in order to make people collaborate and animate short and long workshops.

During the last years with our ZUPlabs’ we have gained experience in different contexts, responding to different clients with different needs. ZUP’s recipes are not only written in urban contexts, but also in more widespread areas or in private contexts, as we did for example in the HUB Milano. It has given us the opportunity to understand how useful and rich the results are when involving people in the ZUPlabs’.

We also confirmed that ZUP has the right instruments and a functioning methodological canvas. Count on top of that over 10 years expertise – in both communal as well as organization ambiences – with the construction (or enabling of construction) of strategic and participative scenarios. Do we need say more?

We have always said ‘a ZUP in the centre’ and we will continue to do this, because using food as an instrument remains valid, helps to aggregate people and helps to remove barriers when it comes to starting a process of change. Even better: food enables us to help you to imagine this change and realize the scenario that you wrote with our support. From the moment we started until today, the metaphor of ZUP is more than useful  in cases when it is needed to make ‘an harmonic dish that brings together different elements and turns it in a tasteful dish that will happily be eaten by all those who are involved’.

After all the talking (to explain what ZUP is, it turns out to be useful to explain our history) it is now time to present our new logo. It plays with an enormous U that resembles a big pot, the pot we use to make ZUP’s and thus is used to cook the recipes for change full of new and different ideas, created by persons, by territories and by organizations that work with us.

ZUP The Recipe for Change offre un servizio di innovazione strategica e partecipazione

ZUP The Recipe for Change offre un servizio di innovazione strategica e partecipazione

The logo distinct itself from the old one on different levels: it has a lettering more ‘clean’, essential, almost minimalistic. And moreover, we introduced new colours (the red in this logo is not the only one…): the red for ignition, of the spark, the energy and also – if you like – the Gazpacho of the Towers, one of the recipes that was made during one of the first workshops we did in a Milanese neighbourhood. As soon as we present the other ‘members of the logo family’ you will understand the reason for the layers, the crowds, the points that help to connect and to re-observe: all the important elements of the processes that a ZUPlab activates and that ZUPcultivation accompanies and brings forward.

Beside the presentation of our ‘general’ logo, we also want to give you a small preview of the articulation of the different services of ZUP:

ZUPblogloghidiversi

Step by step we will modify the whole communication model: we will launch a new website, (so far under construction on www.zuplab.com), a new brochure, and a new coordinated look. On the web you will definitely bump into the old logo and the old name. For ZUP this is not a problem, as it is part of our history that brought us to what we are now.

To stay updated on the changes we are going through, follow us on facebook and via twitter on #zup #inprogress.

Ancora altri numeri: nel piccolo Giardino Carnevali (giardino discarica a Milano, zona Dergano-Bovisa) nel marzo 2012 inizia un lavoro di cura con un concerto di percussionisti. Circa 150 persone scendono dai palazzi, stupiti, sconvolti, curiosi, perplessi. È il non pubblico di questo genere di eventi, che nel quartiere normalmente richiama un target medio –alto, colto, progressista.

Ancora riportiamo i numeri rilevati per descrivere gli output e in parte gli outcome di una sola attività, come quella del Giardino Carnevali. Tra questi si considera per brevità solo il periodo 11/2012-11/2013: 8 eventi della partecipazione; attività di organizzazione e segreteria; coordinamento rete volontari. Le persone coinvolte sono state circa 600, con una buona comunicazione sui social e su stampa tradizionale (1.500 social a 600.000 stampa) e un primo allargamento della rete degli interessati. I primi effetti sono stati i seguenti: 10 volontari attivi; 4 negozianti intorno al giardino partecipi e coadiuvanti il processo (che si sommano ai 15 precedentemente attivati e partner tecnici della prima fase di ZUP2011), accompagnamento del CDZ 9, rete commercianti di via Tartini ulteriormente coinvolta e informata, network con associazioni e comitati dello stesso e di altri quartieri. L’obiettivo non è di mettere sotto tutela lo spazio e le persone, ma di generare possibilità e di alimentare progressivamente l’interesse, la partecipazione, le soluzioni di trasformazione.

volafarfallatrasformazione

In questo momento il gruppo di 10 volontari e il network ha già generato nuove attività e presto avrà un’immagine autonoma da ZUP (realizzazione del brand e dell’immagine coordinata del Giardino Carnevali grazie alla collaborazione con Annalinda de Rosa, designer del Politecnico) in un percorso verso l’autonomia che si ritiene importante come effetto del lavoro di ZUP.

E ancora non vi abbiamo raccontato del periodo 2013-2014!! #staytuned #Tobecontinued #zupinprogress #inumeriraccontano

ZUP ha permesso di elaborare un canovaccio metodologico specifico, e la lunga esperienza sul territorio e tra gruppi diversi permette di dare qualche numero e dimensione legata all’impatto.

ZUP nasce nel 2011 per sperimentare nel quartiere Dergano/Bovisa (Milano) un processo lungo, coinvolgente, aggregante, multidisciplinare e multisettoriale. È un progetto che non si incasella facilmente nel settore cultura, o in quello dei giardini, del commercio, o del sociale: di fatto ha una valenza forte di attivatore di energie, nelle sue diverse attività sviluppate nel quartiere.

Ecco alcuni dati per dare una dimensione dell’impatto di ZUP nel medio/lungo periodo.

Nel periodo 2011, anno di attivazione di ZUP: marzo-maggio 2011, 12 volontari per la ZUPfest, 15 realtà tra istituzioni, associazioni, esercizi commerciali, 150 partecipanti nel quartiere: non solo convivialità, ma ricerca, riconoscimento e riappropriazione dello spazio pubblico attraverso la cucina e la creatività, attivazione di reti, attivazione di idee e di gruppi che le portino avanti. Oltre 15.000 nei social network, circa 500.000 lettori su stampa nazionale.

Il valore delle attività svolte nel 2011 (ZUPfest, ZUPranzo, ZUPlab) è coperto da investimenti, elargizioni liberali, volontariato, sponsorship tecniche e dalla rete di f-autori culturali, commerciali e istituzionali.

Sono numeri non eclatanti di per sé ma significativi rispetto a un quartiere e ad alcuni soggetti, come i commercianti o i ristoratori, difficili da coinvolgere: questi ultimi hanno appositamente aperto di sabato per realizzare la maratona di zuppe della ZUPfest.

#zupinprogress #tobecontinued

Comunità e organizzazioni in cambiamento: questa è la parola chiave anche per il festival organizzato da Rena a Bologna. Un incontro cui abbiamo deciso di aderire immediatamente, convinte come siamo che la cooperazione e la condivisione siano la chiave di successo di tutti i percorsi di trasformazione.

Seminiamo partecipazione e trasformazione da anni con ZUP, che a sua volta si avvale dell’esperienza più che decennale dei fondatori, e questo è il momento in cui il confronto con tutte le organizzazione che basano il loro lavoro sul cambiamento è necessario.

Più di 350 aderenti tra diverse realtà, diversi tavoli di lavoro dalla governance dei beni comuni, alla promozione del patrimonio culturale, alla filiera di innovazione sociale che nasce nell’ambito rurale, al tema dell’attivazione delle comunità, dal punto di vista degli attivatori e organizzatori di processi lunghi.

Ci aspettiamo sguardi lunghi.

PS: e il buon segno si è visto da subito: servizi di baby sitting e laboratori di coderdojo per i più grandetti, primo servizio messo in evidenza per le mamme e i papà che parteciperanno ai lavori.

La qualità di questi incontri (come nella vita) inizia da questi “dettagli”! #cambiamento #trasformazione #zupinprogress

Volete saperne di più? Scarica la brochure di ZUP The Recipe for Change

Dopo un anno di zuppe, passeggiate, racconti, incontri, occasioni in cui abbiamo lavorato con le zuppe per descrivere un territorio, altre in cui abbiamo raccontato con una ricetta un quartiere, altre ancora in cui sono stati raccolti gli ingredienti e al contempo le idee sul proprio progetto o organizzazione…dopo un anno di creatività e di immaginazione, finalmente è arrivato Natale e le feste. Non poteva mancare un post solo per questo.

Non poteva mancare un post con un regalo: scaricate da qui il vostro ricettario di ZUP.

RicettarioWunderZUPLambrate

E’ un ricettario strambo e patafisico, è il ricettario di Lambrate fatto con il Bianconiglio di Cap20100.

PS: oltre alle 7 ricette immaginarie ce ne sono 2 che vi consigliamo di cuore e di gusto!

Buone feste e buon anno nuovo!

WunderZUP

dicembre 3, 2012

E’ stato bello fare WunderZUP il 24 novembre!

Un viaggio nella città, tra spazi d’arte e urbani, tra performance teatrale e creatività in cucina, tra ricerca dei sapori per fare una zuppa e meraviglia della scoperta.

In compagnia di 20 volenterosi esploratori urbani abbiamo passeggiato nello scenario proposto per questa nuova esperienza, il quartiere di Lambrate, e  scoperto i sapori che gli spazi della mappatura di Cap20100 e lungo il cammino alcune strade, piazze o persone suggerivano.

Con WunderZUP abbiamo messo in gioco la curiosità e il gusto, come mezzi per avvicinarsi diversamente a luoghi soliti e insoliti dentro e fuori casa, abbiamo esplorato il rapporto tra spazio pubblico e spazio privato, tra territori geografici, emotivi, sensibili.

Con WunderZUP, abbiamo fatto dialogare la dimensione alternativa della performance teatrale, della mostra d’arte, dello spazio per l’arte, con la città, e tradotto tutto in forma di zuppa.

Esplorare la città con l’accompagnamento delle performance di Cap20100, rivederla, raccontarla, cucinare una zuppa e creare dalle ispirazioni suscitate le ricette di territorio, un incontro meraviglioso tra l’esperienza di trekking urbano e l’intima ospitalità di una casa della Mappatura di Cap20100, tra deriva e esplorazione, tra viaggio e arte.

Tutto questo è stato WunderZUP.

 

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ZUP è nella sua fase più creativa e interessante: quella della progettazione dei prossimi appuntamenti. Alcune settimane ancora e fisseremo le date: non mancheranno gli esploraZUP (gli esploratori bambini si preparino), i ZUPlab (gli esploratori e cucinieri di paesaggi si rianimino), le azioni di VerdeZUP (si sta scaldando un gruppo di incredibili giardinieri) e molto altro ancora.
Qualche aggiornamento, intanto: una nuova rubrica su Vita Non Profit chiamata, proprio Che zuppa! Il titolo non è un caso naturalmente ma non di sole zuppe si parla, ma piuttosto dell’entusiasmo dell’impossibile, di cultura e culture, e per ora di innovazione, di impresa sociale e culturale.
ZUP è stata anche a Riva del Garda, all’Irisworkshop entro il Fuori Wis, per riflettere sull’identikit dell’imprenditore sociale. Con un laboratorio su 6 personaggi e una narrazione che parte dallo scenario culturale attuale.
Di cultura parla infatti ZUP, condivisa, partecipata, creativa, agita dai partecipanti e dai cittadini, ridefinità nei format e nelle azioni. Perché per capire un territorio, non solo i musei ma anche le zuppe possono essere utili.

Per esempio: che ingredienti abbinereste a una giornata qualunque a Dergano (quartiere di Milano) dove può capitare di incontrare  ballerini di tango in un portone per strada, attempati e mai domi rivoluzionari, suonatori zigani persi tra le vie e scappati dalla metropolitana, giardinieri fantasiosi in cerca di una terra?
Sicuramente ingredienti delle meraviglie per una WunderZUP che stiamo preparando.
PS: se della meraviglia vi siete stufati non partecipate il 14 ottobre a questo avvenimento milanese degli amici di CAP20100!
La Fiera dei Progetti - Le sessioni di discussione

(c) BAM - Bologna Art Managers. All rights reserved.

Tra palazzi barocchi e cortili inondati di sole, spazi riqualificati e perle architettoniche, a piedi da una sede all’altra esplorando il centro storico di Lecce per farsi ammaliare dalla sua straordinaria bellezza: questo è stato Artlab 2011, ma non solo. E’ stato anche la possibilità di incontrarsi e rincontrarsi, discutere e scambiare visioni e progetti.

Noi abbiamo portato ZUP alla fiera dei progetti: lo abbiamo raccontato in 3 minuti davanti alla plenaria, e poi discusso in un gruppo più ristretto mettendo in evidenza nodi critici e spunti di crescita. Ma ad Artlab si è parlato anche di reti, di sostenibilità, di valutazione dell’impatto della cultura. Ci è piaciuto sentir parlare di cultura e creatività come elementi di un nuovo welfare, che mette al centro di una società complessa la persona, che considera l’individuo come portatore di bisogni e diritti di cittadinanza universali: una cittadinanza culturale da rifondare, come ha giustamente detto lo scrittore Antonio Scurati, un ragionamento perfettamente in linea con il nostro progetto e i suoi obiettivi.

Vi lasciamo un piccolo extra: un breve video dalla presentazione di ZUP, dove raccontiamo le fasi di realizzazione del progetto.

P.S. per saperne di più su Artlab e su quello che è successo vi consigliamo anche il blog Indigestione Culturale degli amici BAM!

ZUP ritorna da Riva del Garda e dal Workshop sull’Impresa Sociale con idee, stimoli, spunti da mettere in pentola: tanti sono stati gli argomenti, dalle competenze e caratteristiche dell’imprenditore sociale a quel che significa, nel concreto, fare innovazione sociale al di là degli steccati formali e settoriali. Tanti i progetti e le realtà che si sono presentate, esperienze interessanti e che ci ha fatto piacere conoscere. E soprattutto tanti incontri e persone, con cui abbiamo scambiato opinioni, punti di vista e sguardi critici.

Noi abbiamo presentato il progetto ZUP e le nostre idee per i suoi futuri sviluppi nella sezione dedicata alle Start-up: ecco qui sotto la nostra presentazione:

P.S. per avere un’idea dei contenuti del workshop, vi consigliamo la bellissima mappa pubblicata e condivisa da Matteo Adamoli, uno dei partecipanti al Workshop.