ZUP @ Fa la cosa giusta

marzo 9, 2015

ZUPlab 12

Non sarà la prima volta che andiamo in fiera (leggi qui quello che abbiamo fatto tre anni fa), ma di sicuro sarà la prima volta che andiamo come ZUP the recipe for change. E’ quindi vale la pena dedicare un post.

La nostra presenza è dovuta all’incontro con il team di Valcucine Monza/Fossati interni. Loro propongono un nuovo modo consapevole di intendere l’ecodesign: riciclo, dematerializzazione, innovazione tecnologica al servizio della natura insieme a personalizzazione, trasparenza e progettazione partecipata. Proprio quest’ultimo tema ci unisce in modo stretto, componendo  insieme agli ingredienti che vi abbiamo descritto,  un calendario di esperienze peculiari che si alterneranno nello spazio Cucina di Terre di Mezzo con ospiti-esperti selezionati e qualificati per offrire contenuti innovativi e utili.

Noi saremo a Falacosagiusta per raccontarvi del nostro lavoro e per farvi “assaggiare” un pezzo di uno ZUPlab. Sarà anche un momento per presentare la nostra collaborazione con Valcucine/Fossati. Perché non si ferma alla fiera. Stiamo per lanciare un serie di incontri laboratorii per ragionare di partecipazione, imparare i primi rudimenti, e applicarli al mestiere della progettazione, per architetti e non solo.

PS: Se anche tu vuoi partecipare all’incontro che si svolge la domenica sera alle h17.30 e alle h18.30 presso lo stand di Valcucine, mandaci un mail a info@zuplab.com con il tuo nome, indirizzo mail e il motivo della partecipazione.

ZUPlab di 4 dicembre

dicembre 15, 2014

Giovedì 4 dicembre, qualche giorno prima di Sant Ambrogio e del ponte dell’Immacolata, abbiamo presentato il nostro ZUPlab destinato principalmente ad architetti e a quanti volevano avvicinarsi alle tecniche, all’approccio, ai metodi della progettazione partecipata e della facilitazione di gruppo. Dopo aver partecipato ad Experiment Days, notando l’interesse che il nostro ZUPlab riceveva, abbiamo pensato con gli amici di housinglab di ripetere l’iniziativa, ma con qualche variante. Abbiamo ripensato il mini-laboratorio chiamandolo ‘Come in una Cucina. Esercizi di coprogettazione per comunità collaborative’ e predisposto quanto necessario per rendere la serata non solo ‘educativa’ ma anche divertente.
ZUPlab 4-12-2014
Lo scopo di questo ZUPlab era di far assaggiare ai partecipanti i principi e gli ingredienti di un processo di progettazione partecipata, usando come esempio il caso di una cucina condivisa condominiale, uno dei punti vitali che una comunità di abitanti, di inquilini o di co-worker può immaginare e progettare. Siamo partita con la domanda ‘cos’è una cucina per me’, una domanda che solo all’apparenza è banale, ma che in realtà mette le basi per non dare nulla per scontato e per ripensare a uno spazio così intimo e pubblico al contempo. Molte le parole chiave iniziali, alla base una necessità di condivisione molto alta.
La messa in comune durante questo laboratorio si è intensificata nel terzo step, quando i partecipanti, quasi come reali “coinquilini”, hanno dovuto spiegare e mettere insieme una lista unica di valori, funzioni, ruoli della cucina. Persone, alcune tra di loro sconosciute, in 30 minuti hanno messo in comune riflessioni e desideri senza remore, anzi con entusiasmo e semplicità.
Esattamente questo è uno dei risultati dei nostri lab: condividere con semplicità.
Molte le ricette interessanti, titoli forti, di cui vi parleremo nel ricettario.
La serata non poteva finire altro che con una zuppa di verza ed altre pietanze offerte da ZUP the recipe for change, per continuare ancora in modo conviviale, a condividere le esperienze e le possibilità di collaborare.
Nel nuovo anno ancora altri ZUPlab in cantiere, vi aggiorneremo presto. Intanto non dimenticate di guardare le foto sulla nostra pagina facebook.

It’s about a year now that we are  working on a new recipe for  ZUP. And here we finally are to present us the results!

ZUP, short for Zuppa Urban Project, is founded with the intention to evoke urban regeneration. However, we understood from the beginning that we are working on the participants’ capacity to imagine and that many workshop lead to the start of a process of change. This is also one of the main reasons why our new pay-off is ZUP – The Recipe for Change, for participation and strategic innovation.

Regardless the changes, we continue to make soups (or ‘zuppe’ in Italian, that is where our name originates), encourage to write recipes in order to make people collaborate and animate short and long workshops.

During the last years with our ZUPlabs’ we have gained experience in different contexts, responding to different clients with different needs. ZUP’s recipes are not only written in urban contexts, but also in more widespread areas or in private contexts, as we did for example in the HUB Milano. It has given us the opportunity to understand how useful and rich the results are when involving people in the ZUPlabs’.

We also confirmed that ZUP has the right instruments and a functioning methodological canvas. Count on top of that over 10 years expertise – in both communal as well as organization ambiences – with the construction (or enabling of construction) of strategic and participative scenarios. Do we need say more?

We have always said ‘a ZUP in the centre’ and we will continue to do this, because using food as an instrument remains valid, helps to aggregate people and helps to remove barriers when it comes to starting a process of change. Even better: food enables us to help you to imagine this change and realize the scenario that you wrote with our support. From the moment we started until today, the metaphor of ZUP is more than useful  in cases when it is needed to make ‘an harmonic dish that brings together different elements and turns it in a tasteful dish that will happily be eaten by all those who are involved’.

After all the talking (to explain what ZUP is, it turns out to be useful to explain our history) it is now time to present our new logo. It plays with an enormous U that resembles a big pot, the pot we use to make ZUP’s and thus is used to cook the recipes for change full of new and different ideas, created by persons, by territories and by organizations that work with us.

ZUP The Recipe for Change offre un servizio di innovazione strategica e partecipazione

ZUP The Recipe for Change offre un servizio di innovazione strategica e partecipazione

The logo distinct itself from the old one on different levels: it has a lettering more ‘clean’, essential, almost minimalistic. And moreover, we introduced new colours (the red in this logo is not the only one…): the red for ignition, of the spark, the energy and also – if you like – the Gazpacho of the Towers, one of the recipes that was made during one of the first workshops we did in a Milanese neighbourhood. As soon as we present the other ‘members of the logo family’ you will understand the reason for the layers, the crowds, the points that help to connect and to re-observe: all the important elements of the processes that a ZUPlab activates and that ZUPcultivation accompanies and brings forward.

Beside the presentation of our ‘general’ logo, we also want to give you a small preview of the articulation of the different services of ZUP:

ZUPblogloghidiversi

Step by step we will modify the whole communication model: we will launch a new website, (so far under construction on www.zuplab.com), a new brochure, and a new coordinated look. On the web you will definitely bump into the old logo and the old name. For ZUP this is not a problem, as it is part of our history that brought us to what we are now.

To stay updated on the changes we are going through, follow us on facebook and via twitter on #zup #inprogress.

Cos’è un orto per me? Di quali valori voglio nutrimi? Quali desideri voglio seminare? Queste sono alcune delle domande che hanno scandito le tappe del laboratorio ZUPlabmini finalizzato a far lavorare sul progetto dell’orto un gruppo di abitanti di cohousing motivato e abituato alla condivisione.

Per questo ZUP The recipe for change ha proposto un laboratorio di progettazione partecipata dell’orto condiviso condominiale, inserito all’interno del Progetto Cennicoltiva! di Food in the Streets, per Life 10 – ECO Courts (ECOlogical COurtyards United for Resources saving through smart Technologies and life Style), e per l’innovativa esperienza di cohousing di Via Cenni improntata alla condivisione e al risparmio energetico e seguita da due anni dalla Fondazione Housing Sociale.

Il 29 Marzo, insieme a Inge (lei ne parla qui), sapevamo di dover concentrare ZUPlabmini, dal canovaccio flessibile e adattabile, in poco tempo sul progetto e sul rapporto tra desiderata/aspettative legate all’orto, per arrivare in modo semplice a dare un nome a ciascuna delle terrazze. Dare un nome vuole dire trovare la voce e le vocazioni di un luogo, per un orto come questo, condiviso da una comunità colorata, multigenerazionale e partecipativa. Implicitamente con un nome si discute di futuro, della continuità di un’azione di cura e ZUPlab anche su questo ha lavorato: sull’appropriarsi di uno spazio, fin dal progetto.

Cenni 015

Abbiamo raccolto parole, idee, desideri. Una ventina di partecipanti in una mattinata di sole hanno condiviso le loro aspettative sul progetto dell’orto, hanno messo in fila una lista di desiderata, immagini, e poi sapori, odori, spezie, fiori. Dagli ingredienti del loro progetto, summa di immaginario e di terrestre concretezza, abbiamo definito la lista di ingredienti, per creare una ricetta che è anche in questo caso racconto e progetto.

La vellutata di mediterraneo, o Arditi sapori in rima o ancora Zupapo’, e infine Astrozuppa sono le 4 ricette di via Cenni.

I 4 orti condivisi hanno nomi diversi, e storie diverse. Uno richiama al mediterraneo (profumo di mediterraneo) per seguire la propria lista di aromi, o all’effervescenza e simpatia delle ortiste (the patata’s girls) tra peperoncino e poesia. C’è chi si è affidato ad un’immagine, un ricordo, e alla stessa realtà di via Cenni con le parole “bahay-kubo” che in filippino significa “casa tra gli orti”. L’orto infine è “sotto le stelle” per chi ha scelto l’essenza guida dell’astrolabio.

Ecco allora il ricettario  “Assaggi di Via Cenni_Il ricettario di ZUP” (e di ricette magari ne nasceranno altre!). Per questa esperienza, nuovo tassello di ZUP the recipe for change, ringraziamo chi ha partecipato e curerà questi promettenti orti, gli abitanti di via Cenni, e Food in the Streets, Life ECO Courts – Cortili ecologici e FondazioneHousingSociale, per l’assistenza, la guida, il coordinamento, il supporto concreto e progettuale.

Ps: il 12 aprile il secondo appuntamento di Cennicoltiva! Food in the streets lavora con Orti d’azienda per proseguire tecnicamente sul progetto dell’orto. Buon lavoro!

Il progetto in un giardino formalmente è concluso. Molte le osservazioni che si potranno fare per migliorare il processo, ma intanto alcune riflessioni sui risultati non banali che si sono raggiunti in questi 4 mesi di lavoro (più l’antefatto e la coda)

 

sensibilizzare il quartiere

Siamo riusciti a coinvolgere attivamente circa 80 tra cittadini e studenti in incontri molto partecipati e vivi, ma con un passaggio nei diversi eventi di circa 600/800 persone: questo significa lavorare per piccoli numeri ma con scale progressive sempre più ampie (e non è l’unico esempio di questo genere, è proprio il modo di ZUP di lavorare per piccole azioni di trasformazione). L’obiettivo, raggiunto, era di attuare una prima sensibilizzazione sul tema della rigenerazione degli 8 spazi Verdi del quartiere.

 

coinvolgere cittadini e associazioni 

In modo particolare si è consolidata una rete informale, anche tra associazioni o realtà distanti e finalmente coinvolte nell’organizzazione del progetto o nella sua realizzazione, e informate dei risultati e dei progressi. Questo è un primo importante e tangibile risultato del progetto. Patrimonio da non disperdere per non perdere il mood positivo e di collaborazione che si è creato.

 

far vedere le azioni concrete di trasformazione degli spazi verdi del quartiere

Molte idee, ancora da mettere in forma, sui giardini richiamano alla trasformazione degli elementi più spiacevoli del quartiere: spazzatura, abbandono, disamore e degrado verso questi 8 spazi verdi. È così possibile ragionare (pensando ai prossimi mesi) ad alcune concrete azioni: laboratorio di trasformazione di parte dei rifiuti abbandonati, nuove coltivazioni, per essenze e colori, per attrarre nuove attenzioni, nuove vocazioni (legate allo sport, al gioco, all’urban gardening o all’agricoltura urbana).

Lo scambio con gli studenti è stato spesso fonte di interesse e spunto, proprio considerando la qualità delle immaginazioni. Liberare l’immaginazione era in effetti un obiettivo non scritto ma necessario per poter effettivamente mettere in moto la trasformazione.

Lo scambio è avvenuto sapendo intervallare i momenti propri della didattica, con quelli destinati allo scambio e al confronto con le associazioni e con i cittadini.

Nelle foto che seguono vedrete, in ordine misto e non cronologico, i tavoli di lavoro, le ricette appena scritte di Zuppe della trasformazione, un incontro in biblioteca, i dispositivi per raccogliere indicazioni, diverse tavole di progettazione in momenti diversi dell’elaborazione. Il materiale prodotto è enorme (diari di bordo, reportage audiovisivi, tavole di ricognizione, etc): prossimamente si caricherà il ricettario, intanto è possibile vedere  il lavoro audiovisivo posizionato su plug (social tv) e seguire tutti i partner e compagni di strada di questo lavoro, dal Politecnico a Coltivando, a Bovisa Incanta a Pedalandoinzona9, al prezioso Giardino degli aromi a Zac, dalla biblioteca di zona ai negozi che circondano il giardino carnevali, a punti di ritrovo come Mamusca o artigiani designer come Opella, da Cap20100 a Food in the streets, e ancora molti altri ancora, ultimi ma non ultimi il Consiglio di zona 9 e associazione dedep (capofila dell’intervento che ha ricevuto il patrocinio del cdz9). Stiamo lavorando al seguito perché è proprio vero: da cosa nasce cosa #staytuned 

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Ripensare alle tappe del lungo e interessante processo di “In un giardino”  permette di mettere a fuoco il lavoro di questi mesi. Quali i passaggi fondamentali?

Iniziamo dall’antefatto, denso di scambi, nella primavera del 2013.

Accendere la scintilla, costruire il gruppo di lavoro

Tutto ha avuto inizio scambiando idee, bisogni, sensibilità, anche tecniche e metodi, tra ZUP, il comitato giardino carnevali, l’orto condiviso del politecnico Coltivando, e il suo animatore il gruppo di ricerca di design degli spazi, Politecnico, capitanato da Davide Fassi, e alcuni vecchi compagni di strada, Francesca Piredda e tutto lo staff di Imagislab, sempre del Politecnico . Era il periodo primaverile, si susseguivano sopralluoghi, riunioni, incontri, spesso con la presenza e il coinvolgimento attivo di Andrea Motta, che come presidente della commissione ambiente del consiglio di zona 9 segue sempre con particolare attenzione tutti i gruppi che si muovono sul verde urbano.

Un’idea e un bisogno: trovare nuove domande e nuovi scenari

L’idea alla base dei nostri incontri era: provare a disegnare di nuovo lo spazio del giardino carnevali, per disincentivare il “cattivo uso” dello spazio. Ma il desiderio principale era di non accontentarsi di soluzione tecniche qualunque, di abbellimento o legate al decoro urbano (che tra l’altro nei desideri dei cittadini esasperati spesso coincidono con: togliere le panchine, alzare i cancelli, mettere la sorveglianza. Di fatto tutte azioni che chiudono lo spazio a chiunque, non solo a chi ne fa un cattivo uso). Il desiderio alla base di questo lavoro era trovare nuove domande, nuovi immaginari, per poter raccontare di nuovo le possibilità di uno spazio pubblico verde.

E farlo coinvolgendo di nuovo i cittadini: il coinvolgimento è stimolo all’attenzione, ad uno sguardo sistemico, ad adottare nuove soluzioni, a lavorare per la condivisione di azioni e spazi.

iniziavamo a pensare e a progettare In un giardino.

In bici in un giardino_nologocomune

il sunto per immagini (in attesa di una riflessione più approfondita sul rapporto tra le città e le zuppe, tra le relazioni e la spazzatura, tra i giardini e i giochi)

E’ possibile immaginare uno scenario diverso?

Questa è la domanda chiave per un percorso critico curato da Raffaele Quattrone che ha dato forma a //:(TT)+U=Think The Unthinkable  allestita negli spazi della Galleria OltreDimore.

ZUP, è stato selezionato per la collettiva, e ha portato per la prima volta lo ZUPlab a Bologna, il 23 maggio 2013.

Cosa abbiamo fatto?

Abbiamo letto la città, usando i suoi luoghi comuni e cercando nuovi punti di vista, meraviglie e novità. Infine abbiamo tradotto le esplorazioni in ricette, per degustare e cucinare insieme zuppe di Bologna.

Cucinare la “dotta, la grassa, la rossa” poteva sembrare quasi un azzardo, ma le ricette ci sono e sono molto belle e buone. Ps: per il ricettario, rimesso a nuovo, ancora qualche settimana di attesa!

 

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Che Zuppa è la città! è il laboratorio che presentiamo a Falacosagiusta con Cipensoio (un’altra Hubber) è un adattamento per tempi e pubblico di ZUPlab, il nostro workshop creativo per mettere in relazione le persone con il territorio, con la cucina, con gli ingredienti del mangiare e del creare, con la creatività e il bello di ogni luogo o gruppo di persone.

Con Che Zuppa è la città! proponiamo di mettere al centro il corpo e il gusto, in un processo di riappropriazione del proprio corpo e gusto, alla base di una diversa relazione con la città. Ai bambini e alle scolaresche partecipanti viene proposto un percorso che fa mettere le mani in pasta, o meglio ancora “in zuppa”, dopo aver creativamente ragionato intorno alla città, ai suoi spazi, ai modi e ai tempi in cui la viviamo.

Un gruppo di bambini “esploratori urbani” alla fine del laboratorio avrà raccontato la città attraverso l’elaborazione di una ricetta: una zuppa che contiene gli ingredienti di un luogo. Sono le zuppe che raccontano la città, ma anche i cambiamenti che vorremmo.

Così che un giardino abbandonato diventi salotto tra gli alberi, una piazza di gioco, una pista da ballo, un luogo che curiamo e che viviamo con creatività. Come faremo con VerdeZUP il 31 a Dergano!

Non perdetevi. ZUP raddoppia, seguite il filo rosso….

p.s: per chi passa da Fa la cosa giusta sarà possibile vedere e acquistare i nostri bellissimi ZUPkit!

Metti un sabato mattina, in uno degli spazi più belli e creativi di Milano. Metti la curiosità e la voglia di conoscere meglio una parte della città. Metti la creatività, la fantasia, il gioco come strumenti di scoperta e riflessione. Metti tutto questo ed ecco ZUPlab, che questa volta ha avuto come scenario e oggetto di esplorazione la zona di Via Paolo Sarpi e dintorni. continua a leggere…